Frontex: pubblicato il quinto report annuale del Forum Consultivo

Pubblicato il 14 maggio 2018 alle 10:02 in Europa Immigrazione

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L’agenzia europea della guardia di costiera e frontiera, Frontex, ha pubblicato il quinto report annuale riguardante le attività svolte nel corso del 2017 dal Forum Consultivo sui Diritti Fondamentali.

In occasione della presentazione del documento, avvenuta il 10 maggio, il direttore esecutivo dell’agenzia, Fabrice Leggeri, ha riferito che la questione dei diritti fondamentali è molto importante per la Frontex, tanto da essere intrecciata in ogni sua singola attività. “Sono molto felice di dare il benvenuto a Save Tthe Children come nuovo membro del Forum Consultivo, con il crescente numero di minori non accompagnati, la Frontex si impegnerà ancora di più nella protezione dei minori”, ha affermato Leggeri.

Il report riferisce che la situazione migratoria e la risposta attivata dall’Unione Europea, soprattutto nel Mediterraneo, hanno continuato ad essere presenti nelle agende politiche dei Paesi membri, così come il rispetto dei diritti umani e il ruolo dell’azione esterna dell’UE nel gestire l’arrivo dei i migranti ed i rifugiati. Il 2017, spiega il documento, è stato caratterizzato dagli sforzi intensivi dell’Unione volti ad adottare un regolamento per la guardia costiera e di frontiera, al fine di cambiare la struttura dell’agenzia ed i suoi metodi lavorativi. Ne è conseguito che la Frontex ha esteso le proprie funzioni alle operazioni di rimpatrio, di registrazione dei migranti e dei rifugiati come parte dei gruppi di supporto per la gestione della migrazione schierati nei punti di crisi, e il sostegno all’attuazione delle riammissioni in Turchia.

Nel 2017, il numero totale di entrate irregolari nei Paesi dell’UE è diminuito del 60%, segnando la cifra più bassa dal 2014, pari a 204.700. Tale diminuzione, secondo quanto riscontrato dall’agenzia europea, è stata dovuta soprattutto alle misure attuate nel Mediterraneo orientale e nella rotta balcanica, chiusa dal 18 marzo 2016, con l’adozione dell’accordo tra UE e Turchia sull’immigrazione. Lo sviluppo più significativo raggiunto nel corso dell’anno passato è stata la diminuzione improvvisa del numero di traversate nella tratta del Mediterraneo centrale a partire dal mese di luglio, per via del ripristino dell’attività della Guardia Costiera libica, addestrata e sostenuta sia dall’Italia e sia dall’UE.

La Libia, ormai da anni, costituisce il principale porto di partenza dei migranti che, vittima dei traffici, si imbarcano alla volta dell’Europa. Dal momento che, dal 2011, nel Paese non esiste un’unica autorità politica in grado di controllare adeguatamente tutto il territorio nazionale, i trafficanti di esseri umani e i gruppi terroristici stanno traendo vantaggio da tale situazione di instabilità, a discapito dei migranti, che sono costretti in centri di detenzione. Alcune di queste strutture sono gestite dal governo di Tripoli, appoggiato dall’Onu e dall’Italia, mentre altre sono in mano a gruppi di milizie armate. La maggiore attività della Guardia Costiera libica ha comportato che un numero sempre maggiore di migranti intercettati in mare è stato riportato in Libia, forzandolo a nuove sofferenze. Tale situazione ha comportato le accuse contro l’Italia e l’Unione Europea.

Secondo le stime dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), nel corso del 2017, la Guardia Costiera libica ha intercettato 19.775 migranti in 142 operazioni nel Mediterraneo centrale. Nonostante la diminuzione nel numero degli arrivi, il report del Forum Consultivo riferisce che il numero di migranti morti in mare, seppur minore rispetto al 2016, rimane comunque allarmante. Le stime dell’IOM e della UN Refugee Agency (UNHCR) riportano inoltre che, nel 2017, sono decedute nel Mediterraneo circa 3.119 persone. Tale dato, ad avviso della Frontex, dimostra che è necessario rafforzare l’impegno per migliorare la capacità di salvataggio e soccorso in mare. In tale ambito, il ruolo delle ong è stato messo in discussione sia dalla Frontex sia da rappresentanti istituzionali degli Stati membri, che hanno portato alla creazione di un codice di condotta, proposto dal ministro dell’Interno italiano, Marco Minniti, il 6 luglio 2017. Dall’altra parte, molte ong hanno rigettato tale codice, sostenendo che avrebbe avuto un impatto negativo sulle loro capacità di soccorso e salvataggio.

Nelle conclusioni, il report presenta alcune raccomandazioni che l’agenzia considera una priorità, quali:

  • L’implementazione di un regolamento per la guardia costiera e di frontiera europea;
  • La revisione e lo sviluppo ulteriore della strategia della Frontex relativa ai diritti fondamentali;
  • Il rispetto dei diritti fondamentali nell’ambito delle operazioni e delle attività di supporto della Frontex;
  • Una valutazione esterna del Forum Consultivo.

Il Forum Consultivo è un organo indipendente creato nel 2012 per assistere il direttore esecutivo dell’agenzia e il management Board nelle questioni relative ai diritti fondamentali, offrendo consigli strategici. Il Forum è composto da due agenzie dell’UE, 4 dell’Onu e delle ong e 9 organizzazioni civili.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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