Astana 9: nuovo round di negoziazioni

Pubblicato il 14 maggio 2018 alle 15:16 in Medio Oriente Siria

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Sono iniziate le negoziazioni del nono round dei negoziati di Astana, che si terranno lunedì 14 e martedì 15 maggio nella capitale del Kazakistan e che vedono coinvolti Russia, Iran, Turchia e le delegazioni dell’opposizione siriana e del governo del presidente, Bashar Al-Assad.

Un portavoce del Ministero degli Esteri kazako, Anuar Zhainakov, ha confermato l’arrivo delle delegazioni dei tre Paesi e di quella del governo siriano ad Astana e ha annunciato l’inizio delle discussioni, che starebbero avvenendo a porte chiuse. L’arrivo della rappresentanza dei ribelli è atteso nella serata di lunedì, prima dell’inizio della sessione plenaria, che costituisce la conclusione dell’incontro. Lo stesso giorno, lunedì 14 maggio, dovrebbe arrivare nella capitale del Kazakistan anche l’inviato speciale del segretario generale delle Nazioni Unite per la Siria, Staffan de Mistura.

Stando a quanto si legge in un comunicato del Ministero degli Esteri kazako, emanato mercoledì 9 maggio, le ultime negoziazioni mirerebbero a discutere la situazione in cui versa la Siria, con particolare riferimento “alle zone cuscinetto, alla situazione umanitaria, al rafforzamento del clima di fiducia e al coordinamento dei prossimi passi da intraprendere per far progredire il processo mirato a risolvere la crisi”.

L’ultimo incontro sulla Siria, organizzato da Mosca, Teheran e Ankara, si era tenuto nella città russa di Sochi il 30 gennaio. Si era trattato della prima sessione del Congresso per il Dialogo nazionale siriano, che si era conclusa con il raggiungimento di un accordo in merito alla creazione di un comitato costituzionale. All’incontro non avevano partecipato i rappresentanti dell’opposizione e dei curdi siriani. La data in cui si era riunito il Congresso era stata stabilita durante l’ottavo round dei negoziati di Astana, che si erano svolti nella capitale del Kazakistan il 21 dicembre 2017.

Il nono round dei negoziati si svolge in un momento in cui la situazione della Siria è stata aggravata dalle tensioni tra Iran e Israele. Nella notte tra mercoledì 9 e giovedì 10 maggio, le forze israeliane avevano colpito 50 postazioni, appartenenti alle Quds Forces, unità speciale del Corpo delle guardie della rivoluzione iraniane, situate all’interno del territorio siriano, causando la morte di 23 persone, tra le quali 5 soldati fedeli al governo siriano. Si era trattato del più grande attacco, condotto da Israele contro il territorio siriano, dalla guerra dello Yom Kippur, che si era combattuta tra il 6 e il 25 ottobre 1973. L’attacco israeliano era giunto in risposta al lancio di 20 missili contro il suo territorio nazionale, lanciati dalle forze iraniane che si trovano in Siria.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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