Afghanistan: possibili minacce alla Commissione Elettorale

Pubblicato il 14 maggio 2018 alle 19:45 in Afghanistan Asia

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Durante il consiglio dei Ministri, tenutosi lunedì 14 maggio, il Capo Esecutivo della Repubblica Islamica di Afghanistan, Abdullah Abdullah, ha ricordato che nessuno ha l’autorità per minacciare la Commissione Elettorale poiché questo significherebbe porre fine alla democrazia.

“La Commissione Elettorale è indipendente e ha la responsabilità di organizzare il corretto svolgimento delle elezioni nel Paese. E’ nostra responsabilità fornire gli strumenti necessari alla Commissione per l’adempimento delle sue funzioni”, ha aggiunto il Capo Esecutivo Abdullah.

Il commento del Capo Esecutivo Abdullah giunge a seguito dell’avvio di una controversia in merito alla possibilità di stampare una copia delle carte di identità degli elettori durante il loro processo di registrazione. I deputati della Commissione Elettorale e due commissari hanno dichiarato di essere contrari all’implementazione di tale procedura definita illegale. Tuttavia, la proposta di stampare copie dei documenti identificativi degli elettori proverrebbe direttamente dal presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, e dal capo della Commissione Elettorale, Abdul Badi Sayyad.

I membri della Commissione contrari hanno firmato una lettera di fronte ai rappresentanti delle Nazioni Unite a Kabul in cui affermano che, in base alla legge elettorale vigente nel Paese, la Commissione Elettorale non ha l’autorità sufficiente per emendare o modificare le strategie elettorali durante il processo di voto.

“I membri della Commissione Elettorale si trovano sotto pressione e sembra che alcune decisioni siano state loro imposte. In quest’occasione è d’obbligo ribadire che nessuno possiede l’autorità tale da minare l’indipendenza della Commissione Elettorale”, ha dichiarato il Capo Esecutivo Abdullah.

Accanto a questa apparente minaccia all’indipendenza dell’azione della Commissione Elettorale, permane la costante minaccia nei confronti del processo di registrazione dei votanti realizzata dai talebani e dallo Stato Islamico in Afghanistan. Secondo quanto dichiarato in un report dell’United Nations Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA), dall’avvio del processo il 14 aprile sono stati compiuti 23 attacchi che hanno comportato la morte e il ferimento di 217 civili.

Le elezioni per il parlamento afghano e per i comitati distrettuali sono state fissate per il 20 ottobre. Per cercare di coinvolgere tutte le componenti della società, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, aveva chiesto formalmente ai talebani di registrarsi come gruppo politico per poter prendere parte alle future elezioni.

I talebani, tuttavia, avevano rigettato la richiesta del presidente attraverso una dichiarazione, resa pubblica nella notte di domenica 15 aprile, nella quale affermavano di non voler prendere parte al processo elettorale poiché ritenevano l’Afghanistan un Paese occupato da centinaia di truppe straniere, vere detentrici del potere.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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