Marocco: Algeria sostiene Iran nel Sahara Occidentale

Pubblicato il 13 maggio 2018 alle 17:28 in Algeria Marocco

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Il ministro degli Esteri del Marocco ha accusato l’Algeria di essere direttamente coinvolta nel supporto operativo all’Iran, il quale è accusato a sua volta di sostenere il Fronte Polisario, un movimento indipendentista operativo nel territorio conteso del Sahara Occidentale.

Il ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, ha rilasciato un’ampia intervista per la rivista francese Jeune Afrique; all’interno della stessa, Bourita ha accusato l’Algeria di aver offerto più volte le sedi fisiche necessarie agli incontri dei membri del Fronte Polisario e del gruppo libanese Hezbollah, che, secondo Rabat, vengono usati dall’Iran nel suo sostegno al movimento indipendentista che opera nel territorio conteso. Bourita ha affermato: “L’Algeria ha fatto di più, non ha solo dato il suo consenso, ha fornito supporto operativo e protezione. Oltre a ciò, alcuni incontri tra il Fronte Polisario e Hezbollah sono avvenuti in un rifugio segreto situato ad Algeri, affittato a una certa D.B., una donna algerina sposata con un membro di Hezbollah, che agisce da tramite per Hezbollah, in particolare con Polisario”. Nell’intervista, si legge anche che, secondo Bourita, l’Algeria abbia fatto ricorso a una tattica diversiva, ossia abbia prestato supporto al Fronte Polisario per deviare l’attenzione dalle problematiche più pressanti sentite nel Paese. “Non dimentichiamoci che il regime algerino, il quale deve far fronte a una grave crisi istituzionale, politica, economica e sociale, non potrebbe sopravvivere se non fosse per i problemi e le tensioni che esso stesso ha generato o intende generare, al fine di sviare l’attenzione dei cittadini algerini dalle loro vere preoccupazioni”, ha affermato il ministro degli Esteri marocchino. Tuttavia, Bourita ha sottolineato che, volendo, esiste una diversa via percorribile dai due Paesi; egli ha a tal proposito evidenziato che anche la Francia e la Germania sono, all’epoca, riuscite a riconciliarsi dopo i due conflitti mondiali. Egli ha concluso dicendo: “Il dialogo è sempre possibile. È il nostro desiderio più grande. L’esempio della Germania e della Francia, oggi, ce lo ricorda. Chi avrebbe potuto immaginare, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, che questi due Paesi sarebbero poi diventati il motore della cellula embrionale europea?”.

A partire dal 1 maggio, Bourita aveva annunciato che il Marocco avrebbe tagliato i propri legami con l’Iran per via del presunto sostegno di Teheran al fronte Polisario tramite il movimento libanese Hezbollah e in stretta coordinazione con la missione diplomatica di Teheran ad Algeri. L’Algeria aveva allora convocato l’ambasciatore del re per rispondere delle accuse, sporte dal Marocco, che la vedevano coinvolta nel presunto sostegno prestato da Teheran al movimento ribelle. Bourita aveva altresì reso noto di voler chiudere l’ambasciata del Marocco a Teheran. L’Iran, tramite il suo portavoce agli Affari Esteri, Bahram Qasemi, aveva respinto le accuse mosse dal Marocco. Anche Hezbollah aveva smentito, in una dichiarazione, di aver armato il Fronte Polisario, affermando che il Marocco aveva preso la sua decisione sotto “pressione americana, israeliana e saudita”.

Gli analisti sostengono che il sostegno dell’Algeria ai ribelli secessionisti del Sahara Occidentale – ex colonia spagnola fino al 1975 – sia il risultato di cattive relazioni intercorse tra i due Paesi sin dall’ottenimento dell’indipendenza dalla Francia colonialista, rispettivamente avvenuto per il Marocco nel 1956 e per l’Algeria nel 1962.

Anche la disputa riguardo il Sahara Occidentale è iniziata successivamente all’indipendenza, con precisione nel 1975, quando il Marocco annesse una parte del territorio in seguito al ritiro del dominio spagnolo. Nel 1976, il Fronte Polisario dichiarò la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. In seguito intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, controllato dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO). Attualmente, il Regno del Marocco sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del proprio territorio. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum in cui gli saharawi del Sahara Occidentale venfano chiamati a scegliere fra l’integrazione col Marocco e l’indipendenza. Al momento, il territorio conteso è diviso in diverse zone, alcune autonome, altre occupate dalle truppe marocchine.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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