Iran: rimarremo nell’accordo nucleare se verranno salvaguardati i nostri interessi

Pubblicato il 13 maggio 2018 alle 19:26 in Iran Medio Oriente

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Il presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, ha dichiarato, domenica 13 maggio, che il suo Paese rimarrà nell’accordo sul nucleare se gli interessi iraniani verranno salvaguardati.

Rouhani ha spiegato che l’Iran continuerà a far parte del patto nucleare, noto altresì come Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), nonostante gli Stati Uniti abbiano deciso di abbandonarlo, l’8 maggio. “Se i 5 Stati firmatari rimanenti continueranno a rispettare l’accordo, l’Iran farà lo stesso, nonostante quanto deciso da Washington” ha aggiunto Rouhani. La decisione statunitense è stata definita una “violazione morale” dal leader iraniano durante un discorso trasmesso in televisione.

Il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo ha innervosito gli alleati europei e ha aumentato il rischio di conflitti in Medio Oriente. Il ministro degli Affari Esteri dell’Iran, Mohammad Javad Zarif, sabato 12 maggio ha cominciato un tour che toccherà tutti gli Stati firmatari, in un tentativo di salvare il patto. Domenica 13 maggio, Zarif si è recato in Cina, dove ha espresso il suo desiderio di lavorare per la creazione di un accordo comprensivo. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha dichiarato che la decisione della sua controparte iraniana di visitare i Paesi firmatari del JCPOA migliorerà la comprensione per quanto riguarda la posizione dell’Iran e aiuterà Teheran a proteggere i suoi legittimi interessi. Inoltre, Wang ha spiegato che la Cina desidera mantenere le comunicazioni e la coordinazione con tutte le parti, incluso l’Iran, adottando un comportamento obiettivo, giusto e responsabile per continuare a salvaguardare il patto sul nucleare.

Nonostante la decisione del presidente statunitense, Donald Trump, di ritirarsi dall’accordo sul nucleare iraniano, i governi di Parigi, Londra e Berlino non sono intenzionati a seguire il suo esempio. Tuttavia, l’ayatollah Ahmad Khatami ha dichiarato, venerdì 11 maggio, che non ci si può fidare dell’Europa. Anche il comandante della Guardia Rivoluzionaria iraniana, Mohammad Ali Jafari, ha consigliato al presidente del Paese di non fare affidamento sui poteri stranieri. L’uomo, infatti, ritiene che gli Stati europei non siano in grado di salvare l’accordo sul nucleare.

Il 14 luglio 2015, l’Iran, insieme alla Germania e ai 5 membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Russia e Cina, aveva firmato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), un accordo che prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli Stati Uniti, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

Fin dalla campagna elettorale, Trump aveva criticato il JCPOA, definendolo un disastro dal quale il Paese sarebbe dovuto uscire al più presto. Una volta vinte le elezioni, il 13 settembre 2017 Trump aveva annunciato la de-certificazione del JCPOA e aveva chiesto al Congresso di modificare la legislazione per contrastare maggiormente il programma missilistico iraniano. Il 12 gennaio 2018, il presidente statunitense aveva deciso di rinnovare per l’ultima volta l’accordo, specificando la necessità di una sua rinegoziazione entro il 12 maggio grazie al contributo anche dei partner europei. Tuttavia, il governo di Washington ha deciso di ritirarsi dall’accordo prima dello scadere del termine.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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