Grecia – Macedonia: discussioni sulla nomenclatura in vista di vertice UE

Pubblicato il 13 maggio 2018 alle 6:00 in Balcani Grecia

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I Ministri degli Esteri di Grecia e Macedonia si sono incontrati al cospetto di un inviato delle Nazioni Unite, nel tentativo di sormontare le differenze di vedute relative alla lunga disputa sul nome dell’ex Repubblica di Jugoslavia, a una settimana dal vertice dell’Unione Europea.

Venerdì 11 maggio, in occasione di una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi balcanici, il ministro macedone, Nikola Dimitrov, ha riferito ai giornalisti: “Ci troviamo in una fase molto delicata… in cui, in un certo senso, dobbiamo affrontare una delle ultime sfide rimaste. Nell’arco di 11 mesi siamo riusciti a rafforzare i legami bilaterali anche a livello personale. Se riusciremo ad aprire un varco anche in questa situazione, penso che in meno di 11 mesi, probabilmente in 11 settimane, si avvertirà un sentimento di grande sollievo”. Queste parole sono state pronunciate il giorno prima dell’incontro di Dimitrov con l’omologo greco, Nikolaos Kotzias, e con il mediatore delle Nazioni Unite, Matthew Nimetz. La riunione di sabato 12 maggio è avvenuta presso un resort nella zona orientale di Atene; si è trattato di un dialogo preliminare al vertice tra l’Unione Europea e i Balcani occidentali, che avrà luogo a Sofia, capitale della Bulgaria, in data giovedì 17 maggio. In tale contesto, si prevede che i premier di entrambi i Paesi riprenderanno le fila della discussione inerente alla nomenclatura della ex Repubblica di Jugoslavia.

Sia la Macedonia sia la Grecia vedono il 2018 come un anno di opportunità. Il primo ministro greco, Alexis Tsipras, spera di risolvere il problema legato al ruolo marginale del suo Paese nelle decisioni a livello europeo, e al contempo desidera aumentare la sua popolarità a livello nazionale, dove molti cittadini avvertono il peso della crisi del debito greco e dei tre imponenti bailout – i cosiddetti “piani di salvataggio” – che hanno intaccato la sovranità nazionale del Paese. Per quanto riguarda la Macedonia, Zoran Zaev, che ha iniziato il mandato di primo ministro il 31 maggio 2017, intende accelerare l’accesso del suo Paese alla NATO e all’Unione Europea per guadagnare sostegno internazionale alla sua fragile coalizione di governo.

Le autorità greche hanno già ipotizzato che un compromesso con la controparte macedone potrebbe essere la creazione di un nome composto con un aggettivo qualificativo di natura geografica o cronologica, da usare per designare il Paese “erga omnes”, ossia a livello di ogni istituzione internazionale. Tra gli esempli plausibili vi sono Alta Macedonia e Macedonia Settentrionale. Siccome non si è ancora raggiunta una decisione condivisa, al momento l’ex Jugoslavia, ammessa all’Unione Europea nel 1993, ha preso il nome temporaneo di Ex Repubblica Jugoslava di Macedonia (sigla inglese FYROM). Tale denominazione è riconosciuta internazionalmente, ma non accettata dal governo locale.

La disputa sulla nomenclatura è iniziata quando la Macedonia si è dichiarata indipendente dalla Jugoslavia – con il nome di Repubblica di Macedonia – in seguito al referendum avvenuto nel settembre 1991. La Grecia, la quale usa il nome di Macedonia già per designare una sua regione interna, ha chiesto al Paese di cambiare appellativo. La disputa ha frenato le aspirazioni macedoni di adesione alla NATO e all’UE. Tuttavia, nel corso del 2017, i due Paesi hanno deciso di rinnovare i propri sforzi nella ricerca di una soluzione condivisa al problema.

Dopo l’indipendenza, Skopje ha dovuto affrontare sia i problemi derivanti dalle tensioni con la Grecia, che contesta l’uso del nome “Macedonia” nei fori internazionali, sia quelli legati al conflitto nel Kosovo, Paese vicino; tali problematiche hanno rischiato di spaccare il Paese nel 2001, anno in cui la guerra civile è stata evitata per merito di un intervento internazionale. Dopo il compromesso raggiunto tra i rappresentanti delle comunità macedone e albanese, conosciuto come Accordo Quadro di Ocrida e stipulato il 13 agosto 2001, la Macedonia ha intrapreso un percorso di avvicinamento alle strutture europee e atlantiche. Per quanto riguarda la NATO, Skopje partecipa al Membership Action Plan (MAP) dell’Alleanza. Relativamente al processo d’integrazione nell’UE, il Paese gode dello status di candidato dal dicembre 2005, e attende l’apertura formale dei negoziati di adesione, legati alla questione del nome.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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