Corea del Nord: smantelleremo sito dei test nucleari tra il 23 e il 25 maggio

Pubblicato il 13 maggio 2018 alle 10:21 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord smantellerà il sito di Punggye-ri, l’area dove sono stati eseguiti tutti i 6 test nucleari, tra il 23 e il 25 maggio, mantenendo così la sua promessa di porre fine a questo tipo di esercitazioni.

La Korean Central News Agency (KCNA), l’agenzia di stampa nordcoreana, ha pubblicato un comunicato stampa rilasciato dal Ministero degli Affari Esteri del Paese, dove viene spiegato il modo in cui lo smantellamento procederà. Secondo il documento, verranno fatti collassare, con una serie di esplosioni, tutti i 4 tunnel del sito, ne verranno bloccate le entrate e rimossi tutti i sistemi di osservazione, gli istituti di ricerca e le strutture delle unità di guardia. Allo stesso tempo, sentinelle e ricercatori verranno ritirati dall’area e i dintorni verranno completamente chiusi.

Il Ministero degli Affari Esteri nordcoreano ha altresì deciso di permettere non solo alla stampa locale, ma anche a quella estera di partecipare all’evento, così da mostrare in modo trasparente le attività di smantellamento. Tutti i giornalisti internazionali arriveranno in Corea del Nord con un volo privato, da Pechino a Wonsan, dove verranno ospitati in alloggi speciali e dove sarà a loro disposizione un centro stampa. Il governo del Paese ha deciso altresì che i membri della stampa verranno portati da Wonsan al sito nucleare mediante un treno speciale. Il Ministero nordcoreano ha concluso sostenendo che la Corea del Nord in futuro promuoverà il dialogo con gli Stati vicini e con la società internazionale, così da salvaguardare la pace e la stabilità nella penisola coreana e nel mondo.

In seguito a questa notizia, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha pubblicato un post su Twitter, dove ha ringraziato la Corea del Nord definendo il gesto “intelligente e dignitoso”. Il leader statunitense incontrerà la sua controparte nordcoreana, Kim Jong-un, il 12 giugno a Singapore, dove discuteranno la denuclearizzazione della penisola coreana, la conclusione degli esperimenti nucleari e la riappacificazione fra le due Coree. Kim aveva annunciato di voler sospendere i test missilistici nucleari e, in seguito, smantellare l’area, il 21 aprile, poiché lo Stato aveva raggiunto l’obiettivo di sviluppare tale tipo di armi.

La Corea del Sud ha accolto favorevolmente la decisione della Corea del Nord di smantellare il sito prima dell’incontro con Trump. “Ciò dimostra che Pyongyang ha intenzione di mantenere la promessa fatta durante il summit coreano, facendo seguire le azioni alle parole” ha spiegato Kim Eui-kyeom, il portavoce della Casa Blu, la residenza del presidente sudcoreano. Ad aprile, il leader della Corea del Sud, Moon Jae-in, aveva chiesto alle Nazioni Unite di collaborare nella verifica della chiusura del sito. Inoltre, questa settimana, il vice inviato nucleare sudocoreano, Jeong Yeon-doo, visiterà l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (IAEA) di Vienna per discutere “la completa denuclearizzazione della Corea del Nord”.

Nonostante abbia deciso di porre fine ai test nucleari e di smantellarne l’area, sulla Corea del Nord pendono ancora tutte le sanzioni imposte sia dagli Stati Uniti che dalle Nazioni Unite. Trump ha dichiarato, infatti, che fino a quando Pyongyang non raggiungerà completamente tutti gli obiettivi che verranno discussi durante il suo incontro con Kim, Washington continuerà a esercitare pressioni sul Paese attraverso restrizioni economiche. Il governo nordcoreano aveva criticato le sanzioni, accusando il leader statunitense di voler provocare la Corea del Nord in un momento in cui la penisola si sta muovendo verso la pace e la riconciliazione.

Le prime sanzioni economiche e commerciali erano state imposte su Pyongyang dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 14 ottobre 2006, con la Risoluzione 1718, in seguito al primo test nucleare della Corea del Nord. In quell’occasione, il leader del Paese e padre di Kim Jong-un, Kim Jong-Il, aveva deciso di ritirarsi dal Trattato di Non Proliferazione del 2003 e aveva avviato una politica tesa allo sviluppo del nucleare.

Negli ultimi 11 anni, tali restrizioni sono state estese, limitando in modo considerevole il commercio internazionale e l’importazione di greggio, vietando altresì l’esportazione i alcuni beni critici, quali carbone, ferro, tessili e alcuni cibi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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