Cina: al via il test in mare della prima portaerei nazionale

Pubblicato il 13 maggio 2018 alle 11:55 in Asia Cina

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La prima portaerei interamente costruita in Cina ha condotto un test in mare; si tratta di uno storico passo avanti del Paese nell’ambito dello sviluppo di una marina militare capace di rivaleggiare con le principali potenze marittime mondiali.

Nella giornata di domenica 13 maggio, intorno alle 7 del mattino (ora locale), la nuova portaerei cinese, denominata temporaneamente Type 001A, è salpata dalla città portuale di Dalian, situata nella provincia nord-orientale di Liaoning. A riferirlo sono stati i principali media statali cinesi. L’imbarcazione, il cui peso ammonta a 50mila tonnellate, verrà aggiunta alla marina militare prima del 2020, diventando la seconda portaerei del Paese, ma la prima ad essere stata interamente progettata e costruita sul suolo nazionale. Le esercitazioni ufficiali della Type 001A erano state anticipate da un discorso tenuto dal presidente cinese, Xi Jinping, il 12 aprile; in tale occasione, egli aveva annunciato di avere in programma la costruzione di una marina di prim’ordine sulla scena mondiale, all’insegna del logo del Partito Comunista Cinese.

La prima portaerei cinese, chiamata Liaoning, è un vascello risalente all’era sovietica comprato dall’Ucraina e riammodernato; quando fu dichiarata pronta per essere operativa, nella cerimonia di inaugurazione del 2012, venne propagandata dal governo come la realizzazione di un sogno durato 70 anni. Tuttavia, secondo gli esperti, se da una parte la nuova portaerei darà un grande rilancio alla potenza militare del Paese nella regione asiatica, dall’altra essa è dotata di una tecnologia ormai obsoleta, e non può competere con le imbarcazioni messe a punto dagli Stati Uniti, i quali rappresentano oggi la superpotenza mondiale in campo navale.  Rispetto a questo primo modello, la seconda portaerei cinese, secondo quanto hanno annunciato gli esperti, verrà ammodernata tramite un design più grande e pesante, che le consentirà di trasportare aerei di peso maggiore. Messe a confronto, la Type 001A sarà in grado di trasportare fino a 8 aerei da guerra aggiuntivi rispetto al modello precedente, che ne può ospitare sulla sua superficie circa 30. Tuttavia, a parte queste migliorie, il design non differirà grandemente da quello usato per la Liaoning. La nuova portaerei, che misura approssimativamente 315 metri in lunghezza e 75 metri in larghezza, si avvale di propulsione convenzionale, e non nucleare, e stando alla descrizione dei media cinesi potrà trasportare fino a 50mila tonnellate.

Sam Roggeveen, esperto presso il Lowy Institute di Sydney, ha riferito alla CNN che: “Questa nave non è pensata per porre una minaccia rilevante al potere americano nell’Asia Pacifica, perché, molto semplicemente, non è al livello delle portaerei statunitensi”.

Peter Layton, studioso presso il Griffith Asia Institute, ha affermato che la Liaoning era progettata per essere usata prettamente come training vessel, mentre la nuova portaerei probabilmente verrà impiegata in missioni militari, scontri e combattimenti, e farà sì che la Cina sia annoverata nella lista dei Paesi che godono di ingenti capacità navali, quali la Francia, la Russia, gli Stati Uniti, e il Regno Unito.

Una volta che un’imbarcazione supera il test in mare, ciò non significa che essa è automaticamente pronta per un combattimento. Sebbene la Type 001A abbia lasciato il porto con successo, sono molte le problematiche che potrà ancora riscontrare prima di essere giudicata affidabile al 100%. Ci vorrà dunque ancora del tempo prima che Pechino possa intimorire Washington con i suoi strumenti marittimi, tuttavia la Cina sta avanzando in fretta, e ha dispiegato un programma militare massiccio per accrescere la sua potenza nella regione asiatica. Con un budget militare che nel 2018 è stato stanziato a 175 miliardi di dollari, ossia superiore dell’8% a quello dell’anno precedente, l’impianto militare del Paese sta crescendo rapidamente. Robert Ross, professore presso il Boston College, ha riferito alla BBC che tra il 2010 e il 2017, la marina cinese ha ampliato il suo contingente navale da 210 a 320 imbarcazioni. Ross ha aggiunto che tra 10 anni, la marina militare americana e le sue capacità saranno ancora superiori a quelle della Cina, ma la flotta cinese sarà più grande, e il divario oggi esistente tra tecnologia e addestramento delle due potenze navali si sarà notevolmente ridotto. Inoltre, il professore ha affermato che osservando le acquisizioni di strutture che Pechino ha condotto nell’Africa orientale e nell’Oceano Indiano, il Paese sta rapidamente sviluppando la capacità di mantenere una presenza navale anche in acque lontane. Egli ha altresì commentato che, messa a paragone con il resto della regione asiatica, solo il Giappone è attualmente in grado di eguagliare la marina cinese, e tra 5 anni anch’esso faticherà grandemente a restarle al passo, se non sarà già stato sorpassato.

Mentre viene testata la seconda portaerei, l’Esercito Popolare di Liberazione – nome ufficiale delle forze armate della Repubblica Popolare Cinese – ha già iniziato a metterne a punto una terza, secondo il South China Morning Post; si vocifera che tale imbarcazione sarà dotata di un sistema di lancio nettamente più all’avanguardia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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