NAFTA: persistono differenze tra le parti nell’accordo

Pubblicato il 12 maggio 2018 alle 11:22 in Messico USA e Canada

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I funzionari statunitensi, canadesi e messicani hanno concluso, venerdì 11 maggio, una settimana di trattative riguardo la modernizzazione del patto noto come NAFTA, senza tuttavia raggiungere alcun accordo.

L’ultima tornata di negoziati era cominciata lunedì 7 maggio. Venerdì, per circa mezz’ora, il ministro degli Esteri canadese, Chrystia Freeland, il ministro dell’Economia messicano, Ildefonso Guajardo, e il rappresentante del Commercio statunitense, Robert Lighthizer, insieme ad altri politici hanno discusso le grandi differenze che persistono nell’accordo. Il Messico non è d’accordo con le proposte degli Stati Uniti relative all’industria automobilistica, uno dei principali punti di scontro durante i negoziati. Inoltre, Guajardo ha dichiarato che ci sono altre numerose questioni in sospeso, quali ad esempio una clausola provvisoria richiesta da Washington che farebbe scadere il NAFTA se questo non verrà rinegoziato ogni 5 anni.

Le parti hanno deciso che riprenderanno al più presto le trattative per modificare il patto prima della scadenza fissata per la settimana prossima, il 17 maggio, decisa dal presidente della Camera dei Rappresentanti statunitense, Paul Ryan. La Freeland, inoltre, ha spiegato che i funzionari dei tre Stati continueranno a lavorare a Washington, mentre i ministri torneranno nei loro Paesi per avviare una serie di consultazioni. Lighthizer ha sottolineato che è necessario concludere al più presto un nuovo accordo per evitare potenziali problemi politici dovuti alle elezioni presidenziali dell’1 luglio in Messico e alle elezioni del Congresso statunitense di metà mandato, che si terranno a novembre.

I mercati finanziari sono preoccupati dei potenziali danni all’economia dell’America del Nord che il ritiro degli Stati Uniti dal patto potrebbe provocare. Il governatore della banca centrale canadese e altri politici si sono lamentati del fatto che l’incertezza relativa all’accordo sta influenzando negativamente gli investimenti d’affari.

Venerdì 11 maggio, durante un incontro con alcune case automobilistiche, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è scagliato nuovamente contro il NAFTA, considerato un accordo “orribile”. Tuttavia, le compagnie d’auto hanno definito il patto un successo, poiché ha permesso loro di integrare la produzione in America del Nord e di rendersi competitivi con l’Asia e l’Europa. Infatti, negli ultimi 20 anni, dall’entrata in vigore del patto, è stato notato un aumento nella produzione automobilistica. Le grandi aziende hanno avvisato che un cambiamento troppo radicale potrebbe convincere alcune compagnie a spostarsi fuori dagli Stati Uniti.

L’Accordo nordamericano per il libero scambio (NAFTA) era stato firmato il 17 dicembre 1992 dall’ex presidente messicano, Carlos Salinas de Gortari, dall’ex presidente statunitense, George W. Bush, e dall’ex premier canadese, Brian Mulroney. Entrato in vigore l’1 gennaio 1994, il patto protegge la proprietà intellettuale, stabiliva l’immediata revoca dei dazi doganali su metà dei prodotti statunitensi in entrata in Messico e Canada e imponeva la rimozione di restrizioni presenti su beni quali tessili, computer, motoveicoli, componenti d’auto e prodotti agricoli.

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sin dalla sua campagna elettorale aveva definito il patto “un disastro” e aveva spesso minacciato di tirarsene fuori, a meno che le parti non avessero applicato sostanziali cambiamenti alle condizioni, sostenendo che gli unici beneficiari dell’accordo erano Messico e Canada. Ad agosto 2017 le tre parti avevano quindi aperto una serie di negoziati per modificare il patto, senza tuttavia raggiungere risultati significativi. Trump aveva poi comunicato che sarebbe rimasto flessibile fino a dopo le elezioni messicane per negoziare il NAFTA poiché, a suo dire, è difficile trattare su alcuni aspetti prima di tale evento.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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