Myanmar: attacco ribelli al confine con la Cina, 19 morti

Pubblicato il 12 maggio 2018 alle 11:56 in Asia Myanmar

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Alcuni gruppi etnici ribelli in Myanmar hanno ucciso 19 persone, tra cui 4 membri delle forze di sicurezza del Paese, in un attacco di grandi dimensioni condotto vicino al confine con la Cina.

Un portavoce del gruppo di ribelli conosciuto con il nome di Ta’ang National Liberation Army (TNLA) – che riunisce combattenti di etnia Ta’ang e Palaung – ha affermato che, nella prima mattina di sabato 12 maggio, il loro esercito ha attaccato un casinò gestito da miliziani e un accampamento delle truppe nazionali situato presso la periferia della cittadina di Muse, situata non lontano dal fiume Shweli, il quale separa lo Stato settentrionale birmano di Shan dalla provincia cinese di Yunnan. Anche Zaw Htay, il principale portavoce del governo del Myanmar, ha reso noto che circa 100 ribelli insorti, verso le 5 del mattino, hanno scagliato un attacco contro le forze governative, con l’ausilio di artiglieria e armi di piccolo taglio; il gruppo è stato respinto da un distaccamento della polizia armata e dai membri di una milizia paramilitare, che gode del sostegno delle autorità birmane. Secondo il bilancio stimato dalle forze dell’ordine, nell’aggressione sono stati uccisi 15 civili, tra cui 2 donne, e altri 20 sono stati feriti. Zaw Htay ha altresì fatto sapere che nello scontro sono morti tre miliziani delle forze di sicurezza e un ufficiale di polizia. Il portavoce del governo ha poi spiegato che un numero elevato, ma non noto, di abitanti della Cina e del Myanmar che si trovavano sul suolo di quest’ultimo Paese sono fuggiti al di là del confine, nel territorio di giurisdizione cinese. In merito all’etnia ribelle, egli ha affermato: “Ora l’esercito del Myanmar li sta seguendo e attaccando. Queste persone fuggono dopo aver attaccato bersagli civili. Questo non è un movimento umanitario su base etnica, è un vero e proprio attacco terroristico”. L Soe Htan Tu, un portavoce governativo situato a Muse, ha confermato che ammontano almeno a 20 le persone che sono state trasportate all’ospedale principale della città, e che tutte riportano ferite gravi.

Il portavoce del gruppo ribelle (TNLA), il colonnello Tar Aik Kyaw, ha affermato che l’attacco ha preso di mira i soldati e i miliziani dell’esercito che gestivano il casinò, ma che nel fuoco incrociato delle armi potrebbero essere stati colpiti anche civili. “I miliziani stanno proteggendo i casinò, che sono il principale punto di scambio di droghe. Molti civili si recano in questi luoghi e ciò crea problematiche sociali, per questo abbiamo concepito l’aggressione odierna”, ha aggiunto il portavoce ribelle. L’offensiva rappresenta la risposta ai recenti attacchi condotti dalle forze governative del Paese contro gli avamposti del gruppo TNLA e all’incedere dell’esercito del Myanmar a nord nello Stato Kachin. In questa regione, ha spiegato Tar Aik Kyaw, un’offensiva governativa condotta nel mese di aprile contro la Kachin Independence Army, movimento alleato al Ta’ang National Liberation Army (TNLA), ha causato lo sfollamento di oltre 6mila persone.

Sono frequenti gli scontri tra le forze del Paese e i numerosi gruppi etnici stanziativi, i quali rivendicano la loro lotta per ottenere maggiore autonomia nella regione. Il conflitto tra le due parti nel nord del Myanmar si è aggravato nello scorso mese di aprile, e l’ultimo attacco di sabato 12 maggio rappresenta, in questo contesto, un ulteriore passo indietro nella politica prioritaria enunciata da Aung San Suu Kyi, attuale Consigliere di Stato del Myanmar, Ministro degli Affari Esteri e Ministro dell’Ufficio del Presidente. La leader di fatto del Paese aveva manifestato la volontà di concentrare i suoi sforzi sul rafforzamento del processo di pace in una situazione di ardua transizione democratica dalla precedente legge militare.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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