Marocco-Iran: attività di Hezbollah in Algeria, emergono motivazioni

Pubblicato il 12 maggio 2018 alle 6:20 in Africa Marocco

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Il giornalista François Soudan ha riferito al quotidiano di informazione Morocco World News che le operazioni di Hezbollah in Algeria, all’origine della crisi diplomatica tra Marocco e Iran, sarebbero motivate dal desiderio di vendetta dell’organizzazione sciita libanese, a causa della decisione del Marocco di arrestare un finanziere di Beirut, Kassim Tajideen.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, citando una fonte di Rabat, Tajideen era stato arrestato all’aeroporto di Casablanca, il 12 marzo, per presunta frode, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, tramite un mandato emesso dall’ufficio dell’Interpol a Washington. Successivamente, l’uomo era stato estradato negli Stati Uniti.

Tajideen e i suoi fratelli, Ali e Husayn, erano a capo di un’impresa familiare attiva nel settore delle costruzioni e dei diamanti in Libano, Emirati Arabi Uniti e Africa occidentale. Come riportato dal Washington Post, i tre fratelli erano stati aggiunti dal governo USA alla lista delle sanzioni contro il terrorismo, nel 2009 e nel 2010, a causa del loro sostegno ad Hezbollah. Secondo quanto riferito da Soudan, subito dopo l’arresto di Tajideen, Hezbollah aveva inviato missili SAM e soldati nel deserto algerino, al fine di potenziare le capacità militari del Fronte Polisario, contro le forze della Moroccan Air Force. Il giornalista, dunque, sostiene che Hezbollah intenda usare il Fronte Polisario per attuare una vendetta nei confronti di Rabat, per la decisione di espatriare il banchiere sciita negli Stati Uniti. In questo contesto l’Iran, contrario ai rapporti tra il Marocco e l’Arabia Saudita, che è il suo principale rivale in Medio Oriente, avrebbe deciso di sostenere il Fronte Polisario, con l’aiuto dell’Algeria, per opporsi a Rabat nella disputa sul Sahara Occidentale. Secondo il giornalista, dunque, il Marocco non avrebbe avuto altra scelta se non quella di manifestare l’intenzione di tagliare i rapporti diplomatici con l’Iran.

Molti analisti continuano a interpretare l’azione del Marocco come un prodotto della pressione saudita. Tuttavia, secondo quanto affermato recentemente da alcuni media vicini al ministero degli Affari Esteri marocchino, la decisione era stata presa in risposta alle azioni ostili di Hezbollah, dirette da funzionari operativi in Algeria, finalizzate a destabilizzare il Regno del Marocco.

Lo scorso martedì 1 maggio, il ministro degli Esteri del Marocco, Nasser Bourita, aveva annunciato di voler tagliare i rapporti diplomatici con l’Iran, a causa del sostegno fornito da Teheran al Fronte Polisario, il movimento indipendentista del Sahara Occidentale. Il ministro aveva altresì dichiarato di essere giunto in possesso di prove, secondo cui il governo iraniano, attraverso la propria ambasciata ad Algeri, avrebbe aiutato Hezbollah a fornire armi e sostegno logistico al Fronte Polisario. Bourita aveva reso noto, per questa ragione, di voler chiudere l’ambasciata del Marocco a Teheran. L’Iran, tramite il suo portavoce agli Affari Esteri, Bahram Qasemi, aveva respinto le accuse. Anche Hezbollah aveva smentito, in una dichiarazione, di aver armato il Fronte Polisario, affermando che il Marocco aveva preso la sua decisione sotto “pressione americana, israeliana e saudita”.

La disputa riguardo al Sahara Occidentale è cominciata nel 1975, anno in cui il Marocco annesse una parte del territorio, in seguito al ritiro del dominio spagnolo. Il Fronte Polisario dichiarò, nel 1976, la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. In seguito intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, controllato dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Ad oggi, il Regno del Marocco sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del proprio territorio. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum in cui gli saharawi del Sahara Occidentale saranno chiamati a scegliere fra l’integrazione col Marocco e l’indipendenza. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome, altre occupate dalle truppe marocchine.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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