India: al via le votazioni statali del Karnataka

Pubblicato il 12 maggio 2018 alle 14:09 in Asia India

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Sono ufficialmente iniziate le votazioni statali nel Karnataka, Stato dell’India meridionale rimasto tra i pochi in cui la maggioranza dei cittadini sostiene l’opposizione al governo; l’attuale primo ministro del Paese, Narendra Modi, sta cercando di assicurarsi la vittoria del proprio partito e strappare la regione al controllo del Congresso Nazionale indiano.

Si sono aperte, nella giornata di sabato 12 maggio, le elezioni nello Stato indiano del Karnataka, l’unico distretto della regione meridionale del Paese la cui maggioranza si era sempre, finora, schierata a favore del Congresso Nazionale indiano, il partito politico nazionalista Hindu che è all’opposizione del premier Modi e del suo Bharatiya Janata Party (BJP), attualmente al potere. I risultati della chiamata alle urne nel distretto verranno annunciati il prossimo martedì 15 maggio.

Il Bharatiya Janata Party e i partiti a esso affiliati, al momento, detengono la maggioranza in 22 dei 29 Stati di cui l’India è costituita. Dopo le votazioni di Karnataka, saranno altre tre le elezioni statali che verranno fissate entro l’anno. Tanto il premier Modi quanto il leader del Congresso Nazionale indiano, Rahul Gandhi – erede della dinastia Nehru-Gandhi, la quale ha dominato lo scenario politico indiano sin dall’ottenimento dell’indipendenza del Paese dalla potenza coloniale britannica il 15 agosto 1947 – hanno portato avanti una massiccia campagna elettorale nello Stato di Karnataka. Suddetta regione è composta da 66 milioni di persone suddivise in diversi bacini elettorali. La capitale dello Stato, Bengaluru, è considerata dagli indiani la “Silicon Valley” nazionale, mentre i votanti situati nelle aree di campagna e vicine alle miniere hanno priorità assai differenti da quelle dei residenti urbani. Entrambi il Bharatiya Janata Party e il Congresso Nazionale hanno promesso ai rispettivi elettori la rinuncia ai crediti per le fattorie. Tale progetto fa seguito a una strategia speculare già avviata negli Stati di Uttar Pradesh, Maharashtra e Punjab, i quali hanno annunciato la rinuncia ai crediti per il valore di 15 miliardi di dollari; tale somma, nel medio termine, andrà ad appesantire il fardello fiscale dei suddetti Stati.

Secondo i sondaggi di opinione che sono stati condotti sulla popolazione, si prevede che né l’uno né l’altro dei due principali partiti politici emergeranno come vincitori con un margine indiscusso di superiorità. Un risultato del genere potrebbe dare spazio a Janata Dal (S), una fazione politica regionale, che arriverebbe in tal caso a ricoprire un ruolo determinante nell’assemblea statale di Karnataka, composta da 224 seggi. A ogni modo, spesso i sondaggi di opinione in India non si sono dimostrati affidabili in rapporto all’esito finale.

La popolazione indiana sarà chiamata alle urne entro 12 mesi, e dovrà votare per le elezioni generali del Paese. I risultati elettorali di sabato 12 maggio nello Stato di Karnataka rappresenteranno dunque un importante fattore di valutazione dell’andamento della popolarità del primo ministro e della sua ipotetica riconferma, a scapito del principale partito di opposizione, nella prossima corsa al potere.

Se da una parte gli elettori di Modi furono convinti, nel 2014, dalla sua promessa di riforme per sbloccare dallo stallo la crescita economica del Paese, non sono state accolte altrettanto positivamente né la posizione del primo ministro nei confronti delle minoranze non Hindu, né la situazione di difficoltà instaurata da alcune mosse intraprese in campo economico. In particolare, grandi problemi ha sollevato la concretizzazione di una nuova imposta nazionale, la cosiddetta Goods and Services Tax (GST), attuata nel mese di luglio 2017; tale misura ha danneggiato gli interessi delle piccole imprese e ha colpito in parte anche la crescita economica del Paese.

Nella prima settimana del mese di maggio, Radhika Rao, un esperto economista presso la DBS Bank di Singapore, ha affermato che “i mercati vedranno i risultati della votazione come il risultato di un testamento inerente alla popolarità del governo, in un clima di ampi disagi causati dalla GST e volatilità del valore di mercato”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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