Israele: Al-Assad si liberi dell’Iran

Pubblicato il 11 maggio 2018 alle 18:10 in Israele Siria

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Il ministro della Difesa israeliano, Avigdor Lieberman, ha esortato il presidente siriano, Bashar Al-Assad, a “liberarsi” delle forze iraniane che si trovano nel suo Paese, affermando che “la loro presenza in Siria può causare soltanto problemi”.

In un discorso, pronunciato venerdì 11 maggio, Lieberman ha annunciato che “Israele non sta cercando attriti” e ha dichiarato: “Non siamo andati ai confini iraniani, loro sono venuti qui”. Il ministro israeliano ha altresì affermato: “Coglierò questa opportunità per mandare un messaggio ad Al-Assad: liberati degli iraniani, liberati di Qassem Soleimani e delle Quds Forces, non ti stanno aiutando, causano soltanto danni e la loro presenza causerà solo problemi e danni. Liberati degli iraniani e, forse, sarà possibile avere un diverso tipo di vita”. Il generale Qassem Soleimani è il capo delle Quds Forces, unità speciale del Corpo delle guardie della rivoluzione iraniane, e l’esercito israeliano ritiene che si celi dietro l’attacco condotto contro il territorio del Golan occupato.

Verso le 00:10 del 10 maggio, le forze iraniane avevano lanciato 20 missili contro il Golan occupato. Si era trattato del primo attacco condotto dall’Iran contro il territorio israeliano dallo scoppio della guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011. Subito dopo l’attacco, l’esercito israeliano aveva colpito contemporaneamente più di 50 obiettivi iraniani in Siria, causando la morte di 23 persone, di cui 5 soldati governativi, fedeli al governo siriano. Si era trattato di una delle più grandi operazioni israeliane da decenni, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa israeliane.

Negli ultimi giorni l’allerta di Israele nei confronti delle azioni dell’Iran è diventata massima, dal momento che il paese teme un imminente attacco da parte dell’Iran. L’8 maggio, le Forze di difesa israeliane hanno intensificato i voli dei propri aerei militari sulle alture del Golan occupato, al confine con la Siria, nei cieli delle quali i velivoli israeliani starebbero volando a bassa quota. Lo stesso giorno, l’esercito israeliano ha avvisato gli abitanti del Golan occupato di essere pronti a nascondersi nei rifugi antiaerei, dopo aver registrato movimenti irregolari dell’Iran in Siria e aver messo in massima allerta le difese aeree nelle alture. Oltre a ciò, l’8 maggio, Israele aveva colpito un deposito di armi, situato nel territorio siriano di Al-Kisweh, causando la morte di 15 persone, tra le quali 8 iraniani.

Venerdì 11 maggio, in occasione di una telefonata con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, il presidente iraniano ha dichiarato di non volere “nuove tensioni” in Medio Oriente. In merito a tali dichiarazioni, lo stesso giorno, il ministro della Difesa israeliano ha dichiarato: “Il messaggio del presidente iraniano è importante. Spero che sia anche vero” e ha aggiunto di temere che lo scambio di missile tra Israele e Iran non sia concluso. In questo contesto, Lieberman ha dichiarato: “Rimaniamo vigili e discreti. Siamo sempre in allerta e monitoriamo quello che accade”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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