Europa: i foreign fighters sono una minaccia reale

Pubblicato il 11 maggio 2018 alle 8:32 in Europa

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Il ritorno dei foreign fighter in Europa, dopo la sconfitta territoriale dell’ISIS in Siria e in Iraq, avvenuta rispettivamente il 6 e il 9 dicembre 2017, costituisce un rischio reale e una priorità per la Presidenza italiana dell’OSCE, secondo quanto dichiarato dal coordinatore per la Presidenza italiana all’OSCE, l’ambasciatore Vinicio Mati.

Durante il suo intervento di apertura alla conferenza annuale dell’OSCE sulla lotta al terrorismo, dal titolo “The Reverse Flow of Foreign Terrorist Fighters (FTFs): Challenges for the OSCE Area and Beyond”, che si tiene a Roma il 10 e l’11 maggio, l’ambasciatore ha dichiarato: “La gestione del ritorno dei combattenti, dei loro fiancheggiatori e delle loro famiglie rappresenta una potenziale emergenza per tutta l’area Osce” e ha aggiunto: “Se questi combattenti sono nostri cittadini, abbiamo il dovere di consegnarli alla giustizia ed è necessario che questi processi vengano svolti sulla base di prove certe, affidabili e credibili e che questi processi dimostrino la solidità dei nostri sistemi giudiziari”.

In tale occasione, Mati ha altresì trattato l’argomento del rapporto tra i foreign fighters e i familiari o i loro fiancheggiatori e ha affermato: “Si tratta di persone che possono essere al tempo stesso colpevoli, se hanno aiutato materialmente i terroristi, e vittime, se sono state bersaglio di una propaganda estremista o anche solo della violenza fisica e psicologica dei loro familiari”.

Oltre al rientro dei combattenti dell’ISIS nei loro Paesi, secondo l’ambasciatore Mati, è importante considerare anche il pericolo rappresentato dai foreign fighter che, “invece di cercare di rientrare nei luoghi di origine tentano di spostarsi in altri Stati, col fine di compiervi degli attentati o di fare nuovi proseliti”. In questo contesto, il coordinatore per la Presidenza italiana all’OSCE ha dichiarato: “Fondamentale, per prevenire questo fenomeno, è potenziare lo scambio di informazioni e potenziare i sistemi di riconoscimento e identificazione dei passeggeri aerei e di quanti attraversano le frontiere tra Stati”. 

Stando a quanto riferito da Mati, il ritorno dei foreign fighters in Europa costituisce una priorità per la Presidenza italiana dell’OSCE, che è impegnata a mettere in atto tutte le misure di contrasto possibili. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Ansamed, “la natura transfrontaliera del fenomeno dei Foreign Fighters richiederebbe lo scambio tempestivo di informazioni tra Stati per prevenirne il transito, che è l’elemento chiave per salvare un Paese da un attacco”. In questo contesto, dunque, è necessario “rovesciare il concetto di sicurezza, passando dalla difesa delle informazioni alla loro condivisione con i responsabili dei Paesi con cui si è instaurato un rapporto di fiducia”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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