Afghanistan: Nazioni Unite registrano 23 attacchi durante il processo di registrazione dei votanti

Pubblicato il 11 maggio 2018 alle 6:10 in Afghanistan Asia

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La United Nations Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA) ha emesso un report, giovedì 10 maggio, nel quale si afferma che si sono verificati 23 attacchi presso le strutture collegate all’espletamento della registrazione degli elettori dall’avvio del processo, risalente al 14 aprile.

Questi attacchi hanno comportato la morte e il ferimento di almeno 271 civili. L’attentato che ha mietuto più vittime è stato compiuto dalla Stato Islamico in Afghanistan domenica 22 aprile quando un attentatore suicida si è fatto esplodere presso un ufficio elettorale della capitale afghana Kabul, uccidendo almeno 103 persone e ferendone oltre 235, secondo quanto riportato dall’emittente afghana TOLO News.

“Sono indignato da questi attacchi che prendono deliberatamente di mira i civili mentre cercano di esercitare il proprio diritto costituzionale di registrarsi per le elezioni. Coloro i quali decidono di esercitare questo diritto mettono al primo posto il futuro del loro Paese e per questo hanno il mio completo rispetto”, ha affermato Tadamichi Yamamoto, rappresentante speciale in Afghanistan del segretario generale delle Nazioni Unite.

Secondo le norme umanitarie del diritto internazionale, tutti i cittadini hanno il diritto di prendere parte attivamente agli affari pubblici del proprio Stato, votando e facendosi eleggere in maniera democratica senza alcun tipo di discriminazioni. Tutti i cittadini, in qualità di elettori o di candidati, hanno il diritto di non essere sottoposti ad alcuna forma di intimidazione nelle varie fasi del processo elettorale.

Nel novero dei 23 attacchi rivenuti dal report dell’UNAMA, 10 comprendono minacce, molestie ed altre forme di intimidazione esercitate da elementi antigovernativi nei confronti di insegnanti, personale legato alle procedure elettorali e potenziali elettori.

Le elezioni per il parlamento afghano e per i comitati distrettuali sono state fissate per il 20 ottobre dopo tre anni di posticipazione. Per cercare di coinvolgere tutte le componenti della società, il presidente dell’Afghanistan, Ashraf Ghani, aveva chiesto formalmente ai talebani di registrarsi come gruppo politico per poter prendere parte alle future elezioni.

I talebani, tuttavia, avevano rigettato la richiesta del presidente attraverso una dichiarazione, resa pubblica nella notte di domenica 15 aprile, nella quale affermavano di non voler prendere parte al processo elettorale poiché ritenevano l’Afghanistan un Paese occupato da centinaia di truppe straniere, vere detentrici del potere.

“La via per il futuro del Paese non deve poggiare sulla risoluzione militare ma sul processo democratico. Per questo motivo, esorto nuovamente i talebani a riconsiderare le loro posizioni e a prendere parte al processo elettorale per porre fine alle sofferenze del popolo afghano senza ulteriori spargimenti di sangue”, ha dichiarato il rappresentante speciale Yamamoto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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