Stati Uniti annunciano incontro ufficiale con la Corea del Nord

Pubblicato il 10 maggio 2018 alle 18:30 in Corea del Nord USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato che l’incontro previsto con il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, è stato fissato per il 12 giugno a Singapore. “Il tanto atteso incontro tra me e Kim Jong Un avrà luogo a Singapore il 12 giugno. Cercheremo entrambi di renderlo un momento speciale per la pace mondiale”, ha scritto su Twitter il presidente Trump, giovedì 10 maggio.

L’annuncio del presidente Trump segue di poche ore il rientro in patria dei tre prigionieri cittadini americani rilasciati mercoledì 9 maggio dal governo della Corea del Nord, in occasione della visita a Pyongyang del segretario di Stato americano, Mike Pompeo.

All’arrivo dei tre uomini presso la base militare aerea Andrews, situata nelle vicinanze di Washington, il presidente Trump ha affermato che il loro rilascio da parte del leader nordcoreano Kim rappresenta la volontà della Corea del Nord di entrare nel mondo reale con un buon auspicio per l’esito dell’incontro tra i due Stati. “Penso che ci siano buone possibilità di compiere un passo storico e pieno di significato durante il nostro incontro del 12 giugno. Il risultato di cui andrò più fiero sarà la completa denuclearizzazione della penisola coreana”, ha sostenuto il presidente Trump.

Gli argomenti principali di discussione previsti durante l’incontro tra i leader dei due Paesi riguardano la denuclearizzazione della penisola coreana, la conclusione degli esperimenti nucleari nordcoreani e la riappacificazione tra Corea del Nord e Corea del Sud. Fino a quando la Corea del Nord non raggiungerà completamente tutti gli obiettivi, gli Stati Uniti continueranno ad esercitare pressioni sul Paese attraverso le sanzioni economiche.

Le prime sanzioni economiche e commerciali erano state imposte su Pyongyang dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 14 ottobre 2006, con la Risoluzione 1718, in seguito al primo test nucleare della Corea del Nord. In quell’occasione, il leader del Paese e padre di Kim Jong-un, Kim Jong-Il, aveva deciso di ritirarsi dal Trattato di Non Proliferazione del 2003 e aveva avviato una politica tesa allo sviluppo del nucleare.

Negli ultimi 11 anni, tali restrizioni sono state estese, limitando in modo considerevole il commercio internazionale e l’importazione di greggio, vietando altresì l’esportazione i alcuni beni critici, quali carbone, ferro, tessili e alcuni cibi.

Prima di incontrare il leader nordcoreano Kim, il presidente Trump ha in programma un meeting ufficiale con il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, il 22 maggio, con l’obiettivo di discutere una linea comune sulle negoziazioni con Pyongyang. Accanto a questo tema, è altamente probabile che i due capi di Stato discuteranno del futuro delle truppe americane stanziate in Corea del Sud.

Attualmente il governo di Washington ha circa 28.500 soldati stanziati in Corea del Sud. Il governo di Pyongyang ha spesso chiesto la rimozione di queste truppe come precondizione per il suo smantellamento dell’arsenale nucleare. Tuttavia, all’interno della Joint Panmunjom Declaration, siglata dal presidente sudcoreano Moon Jae-In e dal leader nordcoreano Kim Jong Un alla fine dello storico incontro svoltosi venerdì 27 aprile, non vi è alcun riferimento relativo al ritiro delle truppe americane.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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