I 105 migranti a bordo della nave Aquarius sono sbarcati a Catania

Pubblicato il 10 maggio 2018 alle 17:34 in Immigrazione Italia

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I 105 migranti a bordo della nave Aquarius, gestita in collaborazione dalle ong Sos-Mediterranee e Medici Senza Frontiere (MSF), sono sbarcati nel porto di Catania la mattina del 10 maggio. Tra di loro ci sono 8 donne e 34 minorenni, di cui 6 bambini di età inferiore a 13 anni. Complessivamente, i migranti provengono da nove Paesi, tra cui Bangladesh, Egitto, Eritrea e Sudan. La maggior parte di loro ha affermato di essere fuggita dalla Libia a causa della grave situazione di insicurezza.

Tale gruppo di migranti è stato protagonista di un episodio, definito “deplorevole” da un portavoce della Commissione europea, che ha visto coinvolte l’Italia e l’Inghilterra. I 105 stranieri erano stati soccorsi domenica 6 maggio al largo della Libia dalla nave Astral, della ong spagnola Proactiva Open Arms, intervenuta a seguito di una comunicazione della Guardia Costiera italiana, che aveva chiesto a tutti i presenti nei pressi del mare libico di soccorrere un’imbarcazione in difficoltà. Quando poi l’Astral aveva raggiunto la nave Aquarius di Sos-Mediterranee per effettuare il trasbordo dei migranti sull’imbarcazione più grande, le operazioni erano state bloccate dalla mancanza di autorizzazioni.

Le due navi, entrambe battenti bandiera inglese, sono rimaste in stallo dalla domenica mattina fino alla sera di lunedì 7 maggio, quando la Guardia Costiera italiana ha dato infine il permesso del trasferimento, seppur in mancanza di indicazioni dall’Inghilterra. Lo stallo era nato dal fatto che, dopo che Roma aveva concesso il trasbordo dei migranti per motivi di emergenza da una nave all’altra, voleva fosse Londra, in qualità di Stato di bandiera delle due imbarcazioni, a gestire lo sbarco dei 105 migranti. Dall’altra parte, invece, l’Inghilterra aveva insistito che fosse compito dell’Italia occuparsi della questione, in quanto era stata la prima a mandare l’allarme. Dopo quasi 36 ore, il 9 maggio, la Guardia Costiera italiana ha acconsentito allo sbarco degli stranieri in Italia.

L’Unione Europea ha criticato l’Italia e l’Inghilterra, sostenendo che la priorità dei Paesi dovrebbe essere il soccorso dei migranti. Alla luce di quanto accaduto, l’UE ha lanciato un appello alle autorità italiane e britanniche a trovare soluzioni più rapide affinché i migranti siano sbarcati in sicurezza nel minor tempo possibile.

Il responsabile della comunicazione di Sos-Mediterranee, Mattew Carter, ha affermato che lasciare le persone attendere così a lungo “è totalmente insoddisfacente e non sicuro“. A suo avviso, nel Mediterraneo c’è un trend di ritardo di responsabilità che mette a repentaglio la vita dei migranti, la quale, in situazione simili, dovrebbe invece essere messa al primo posto. 

Il soccorso dei migranti del 6 maggio era stato altresì complicato dall’intervento della Guardia Costiera libica, che si era avvicinata alla nave Astral, chiedendo il rilascio dei migranti. Lo stesso giorno, secondo quanto ha riportato il quotidiano The New Arab, la marina libica aveva impedito alla nave Aquarius di avvicinarsi ad un’altra imbarcazione carica di migranti al largo della Libia. Le autorità italiane avevano preventivamente avvisato la nave Ong della presenza della Guardia Costiera libica, e quest’ultima dell’avvicinamento dell’Aquarius. Poche ore più tardi, la Guardia Costiera libica ha poi annunciato di aver soccorso 300 migranti in tre operazioni separate in cui è morta una persona mentre 3 sono risultate disperse. Secondo quanto riferito dal portavoce della marina libica, il generale Ayoub Kacem, gli attriti con le Ong potrebbero peggiorare nel corso dei prossimi giorni se queste continueranno ad avvicinarsi alle imbarcazioni di migranti. Dall’altra parte, le Ong accusano gli ufficiali libici di agire come pirati, anche nelle acque internazionali, imponendosi come unica autorità riconosciuta.

Alle domande relative alle attività dei guardiacoste libici, Natasha Bertaud, una dei portavoce della Commissione europea, ha risposto precisando che le navi europee, comprese quelle italiane, “agiscono nel pieno rispetto del diritto internazionale e secondo il principio del non respingimento”, Di conseguenza, ha sottolineato, non riportano mai i migranti in Libia o in Paesi terzi.

Intanto, lunedì 7 maggio, 17 migranti nigeriani che nel 2017 erano sopravvissuti a un naufragio al largo della Libia hanno fatto causa all’Italia per aver permesso alla Guardia Costiera libica di riportarli nel Paese nordafricano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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