Corno d’Africa: 100.000 migranti verso lo Yemen nel 2017

Pubblicato il 10 maggio 2018 alle 6:03 in Africa Yemen

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Circa 100.000 migranti hanno abbandonato i loro Paesi d’origine per trovare rifugio in Yemen nel 2017, secondo i dati riferiti dall’Organizzazione Internazionali per le Migrazioni (IOM).

Secondo un report pubblicato martedì 8 maggio dall’Organizzazione, nel 2017, ogni mese sarebbero entrati in Yemen circa 7.000 migranti, per un totale di quasi 100.000. I migranti provengono dal Corno d’Africa e fuggono dalla violenza e dalla povertà, oltre che dal traffico di esseri umani, cercando riparo nei Paesi del Golfo.

Una volta giunti in Yemen, alcuni di loro riescono a trovare “lavori irregolari”, mentre i meno fortunati sono costretti ad affrontare torture, abusi e, in alcuni casi, anche la morte, secondo le informazioni riferite dal documento. In questo senso, nel report si legge: “Sia durante il viaggio sia in Yemen, molti migranti finiscono nelle mani dei trafficanti di esseri umani e di altri criminali e subiscono abusi fisici e sessuali, torture per ottenere un riscatto, vengono sottoposti a detenzione arbitraria per lunghi periodi di tempo e ai lavori forzati e vengono uccisi”.

I migranti che approdano sulle coste dello Yemen provengono dagli Stati del Corno d’Africa e, in particolare, dall’Etiopia e dalla Somalia, dove vivono in condizioni di estrema povertà e, in molti casi, subiscono violazioni dei diritti umani da parte dei loro governi. Ogni anno, decine di migliaia di persone, abbandonano i loro Paesi di origine per trovare rifugio nei Paesi del Golfo.

Già il 17 aprile 2018, l’organizzazione umanitaria Human Rights Watch aveva pubblicato un report nel quale denunciava gli abusi e i trattamenti degradanti subiti dai migranti africani detenuti nei centri di detenzione in Yemen. Nel documento, l’ente aveva denunciato le forze di sicurezza yemenite, accusandole di aver compiuto sistematicamente violenze e abusi, tra i quali stupri, torture, esecuzioni non autorizzate e altre violenze fisiche e psicologiche, nei confronti di uomini, donne e bambini detenuti nel centro di Aden, una città nel sud-ovest dello Yemen. Oltre a ciò, le autorità yemenite sono state accusate di aver negato la protezione ai richiedenti asilo e di aver eseguito rimpatri illegali senza accertare le condizioni di sicurezza dei Paesi di provenienza.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono il governo del presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, destituito con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale, e gli Houthi, i ribelli sciiti che rivendicano la legittimità al potere. La situazione dello Yemen è resa ancora più complessa dal coinvolgimento delle potenze straniere. Da un lato, vi è la coalizione araba, a guida saudita, entrata direttamente nel conflitto il 26 marzo 2015, che supporta il presidente Hadi, dall’altro, vi sono gli Houthi, appoggiati dall’Iran, che invia segretamente armi al gruppo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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