Corea del Nord rilascia tre prigionieri americani

Pubblicato il 10 maggio 2018 alle 6:15 in Corea del Nord USA e Canada

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Il governo della Corea del Nord ha deciso di rilasciare tre prigionieri americani in occasione della visita del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, mercoledì 9 maggio. Il rilascio dei tre prigionieri sembra mostrare uno sforzo, compiuto dal leader nordcoreano, Kim Jong Un, teso a preparare un clima positivo in vista dell’incontro previsto tra il leader Kim e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

“Sono lieto di annunciare che il segretario di Stato, Mike Pompeo, sta volando di ritorno dalla Corea del Nord in compagnia di tre gentiluomini che siamo tutti ansiosi di incontrare. Sembrano essere in buona salute. Inoltre, il meeting con il leader Kim Jong Un ha avuto buon esito”, ha scritto su Twitter il presidente Trump.

 I tre prigionieri rilasciati dal governo di Pyongyang sono coreani-americani. Kim Dong-chul era stato arrestato nell’ottobre 2015 mentre si stava incontrando con un ex soldato nordcoreano per ricevere delle informazioni riservate. Nell’aprile 2016 era stato condannato a 10 anni di lavori forzati con l’accusa di spionaggio. Tony Kim, invece, era stato arrestato il 23 aprile 2017 dopo aver insegnato contabilità per un mese presso l’Università di Scienze e Tecnologia di Pyongyang. L’accusa del suo arresto non è stata chiarita. Kim Hak-song, infine, era stato arrestato il 6 maggio 2017 dopo aver lavorato anch’egli presso l’università di Scienze e Tecnologia di Pyongyang.

“Siamo molto grati per il rilascio di nostro padre e marito, Tony Kim, e degli altri due prigionieri americani. Vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno contribuito al loro rientro negli Stati Uniti e il presidente Donald Trump per il suo coinvolgimento diretto con il governo della Corea del Nord”, hanno scritto su Facebook i familiari di Tony Kim.

La visita del segretario di Stato, Mike Pompeo, in Corea del Nord ha avuto l’obiettivo non solo di riportare a casa i tre prigionieri americani ma anche di discutere con il governo di Pyongyang in merito alla questione della denuclearizzazione della penisola coreana prima del meeting ufficiale previsto tra il leader nordcoreano Kim e il presidente americano Trump.

Venerdì 27 aprile, presso il villaggio di Panmunjon, si è tenuto lo storico incontro tra il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-In, e il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, al termine del quale i due capi di Stato hanno firmato la Joint Panmunjon Declaration.  “La Corea del Sud e la Corea del Nord hanno confermato l’obiettivo comune di realizzare la completa denuclearizzazione della penisola” si legge nella Panmunjon Declaration.

La dichiarazione ha incluso, inoltre, le promesse di perseguire una progressiva riduzione delle armi, cessare le attività ostili tra i due Paesi, trasformare il confine fortificato in una zona di pace e avviare dialoghi multilaterali con altri Stati, inclusi gli Stati Uniti.

“Le dichiarazioni teatrali di voler porre fine al programma nucleare da parte del leader Kim Jong Un non dimostrano l’evidenza di prove concrete di smantellamento dell’arsenale nucleare nordcoreano. Fino a quando gli Stati Uniti non avranno la certezza della completa denuclearizzazione della penisola coreana, le sanzioni imposte alla Corea del Nord non verranno sollevate”, ha specificato il segretario di Stato, Mike Pompeo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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