Brexit: May verso sistema satellitare indipendente

Pubblicato il 10 maggio 2018 alle 15:37 in Europa UK

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il primo ministro britannico, Theresa May, sta valutando la possibilità di procedere alla creazione di un sistema di navigazione satellitare inglese in contrapposizione al programma Galileo dell’Unione Europea, dopo che durante un meeting dei ministri della Difesa dei Paesi membri della UE, svoltosi a Sofia il 5 maggio, è stata paventata la possibilità di ridurre l’accesso di Londra a informazioni sensibili.

Mercoledì 9 maggio, Colin Payner, direttore di Airbus Defence and Space UK, ha riportato ad una commissione britannica di legislatori che, per creare un sistema capace di competere con il programma europeo, dovranno essere messe a disposizione risorse tra i 3 ed i 5 miliardi di sterline. L’esperto ha altresì affermato che il costo effettivo dipende dalle richieste e che il sistema potrà essere realizzato in 4-5 anni, grazie alle nozioni apprese nel processo di creazione e sviluppo del Programma Galileo, un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile, sviluppato in Europa come alternativa al Global Positioning System, controllato invece dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti. Airbus Defence and Space UK è la più grande azienda spaziale del Regno Unito ed è proprietaria della maggioranza di SSTL, azienda con base in Inghilterra che produce satelliti per Galileo. L’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea comporterà inevitabilmente l’uscita delle imprese britanniche dalla produzione per le istituzioni europee.

La May si prepara, di fatto,a ciò che verrà dopo l’uscita ufficiale di Londra dall’Unione Europea, il 29 marzo 2019. Tuttavia, rimangono aperte molte possibilità, visto che i negoziati tra Bruxelles e Downing Street sulla sicurezza e sulla difesa non sono ancora iniziati, nonostante la stessa May abbia più volte spinto per iniziare. Il Regno Unito può ancora contare su importanti alleati all’interno della Comunità, Paesi che spingono per permettere agli inglesi di rimanere nell’ambito europeo. Resistenza persiste però da parte delle istituzioni europee che conducono i negoziati, le quali si trovano a confrontarsi con delle regole che non permettono l’accesso di Paesi non-membri a determinati corpi dell’organizzazione e con la diffidenza verso un Paese che più volte si è opposto al processo di integrazione nel campo della difesa.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.