Arabia Saudita: svilupperemo il nucleare se lo farà l’Iran

Pubblicato il 10 maggio 2018 alle 12:43 in Arabia Saudita Iran

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L’Arabia Saudita svilupperà le armi nucleari se lo farà l’Iran, secondo quanto annunciato dal ministro degli Esteri saudita, Adel Al-Jubeir.

In un’intervista rilasciata alla CNN e pubblicata mercoledì 9 maggio, il ministro saudita ha dichiarato: “Faremo tutto il necessario per proteggere il nostro popolo. Abbiamo già ampiamente chiarito che se l’Iran svilupperà le capacità nucleari, faremo il possibile per fare lo stesso”.

Non è la prima volta che Riad afferma di voler sviluppare le armi nucleari in risposta all’Iran. Il 15 marzo, il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, aveva dichiarato che il Regno non avrebbe avuto intenzione di acquisire la bomba atomica, ma aveva sottolineato che l’avrebbe fatto se l’Iran avesse sviluppato le armi nucleari.

Il timore che Teheran possa acquisire la bomba atomica è cresciuto dopo che, l’8 maggio, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva annunciato ufficialmente la decisione di ritirarsi dall’accordo sul nucleare, siglato con l’Iran il 14 luglio 2015. Nonostante il presidente dell’Iran, Hassan Rouhani, avesse dichiarato che il Paese sarebbe rimasto nell’accordo sul nucleare con riserva, l’8 maggio, il capo di stato iraniano aveva ordinato all’Atomic Energy Organization of Iran (AEOI), l’ente nazionale responsabile delle installazioni per lo sviluppo dell’energia nucleare, di prepararsi alla ripresa delle attività di arricchimento dell’uranio a livello industriale, secondo quanto riferito dal quotidiano iraniano Tehran Times. Già il 3 maggio, il quotidiano israeliano Jerusalem Post aveva diffuso la notizia della riapertura dell’impianto iraniano di arricchimento dell’uranio di Fordow, per la prima volta dalla firma dell’accordo sul nucleare.

Le dichiarazioni saudite sono state rilasciate nel contesto dell’escalation delle tensioni con l’Iran, in particolare in relazione alla guerra civile in Yemen. Riad e Teheran sostengono parti avverse nel conflitto yemenita. L’Arabia Saudita è entrata direttamente nella guerra civile il 26 marzo 2015, a guida della coalizione araba, a guida saudita, che combatte al fianco del presidente Rabbo Mansour Had, destituito con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. Dall’altra parte, l’Iran fornisce di nascosto armi agli Houthi, i ribelli yemeniti che rivendicano la legittimità al potere.

Negli ultimi mesi, le tensioni tra i due Paesi sono aumentate a causa dell’intensificarsi del lancio di missili balistici contro il territorio saudita da parte dei ribelli. L’ultimo episodio di questo genere si era verificato il 9 maggio, quando le forze di difesa saudite avevano intercettato due missili balistici nei cieli di Riad, dopo che quattro forti esplosioni sono state udite nella capitale saudita. La coalizione araba considera il lancio dei missili balistici contro il territorio saudita un segno del coinvolgimento dell’Iran a favore degli Houthi nel contesto del conflitto civile yemenita. In questo senso, il 7 maggio, in riferimento a un attacco dei ribelli contro il territorio saudita, il portavoce della coalizione araba, il colonnello Turki Al-Malki, aveva dichiarato: “Questo atto ostile dimostra il continuo coinvolgimento del governo iraniano nel sostenere le milizie degli Houthi con capacità qualitative”.

In merito al coinvolgimento dell’Iran negli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita, Al-Jubeir ha dichiarato: “Questi missili sono prodotti un Iran e consegnati agli Houthi. Questo comportamento è inaccettabile. Viola le Risoluzioni dell’ONU sui missili balistici e l’Iran deve essere considerato responsabile di ciò”. Il ministro saudita ha proseguito, affermando: “Troveremo il modo giusto e il momento opportuno per rispondere a tutto questo. Stiamo cercando di evitare a tutti i costi l’azione militare con l’Iran, ma il comportamento dell’Iran, così com’è, non può continuare. Ciò equivale a una dichiarazione di guerra”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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