Yemen: accordo con gli UAE sull’isola di Socotra

Pubblicato il 9 maggio 2018 alle 18:20 in Emirati Arabi Uniti Yemen

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Gli Emirati Arabi Uniti e lo Yemen hanno raggiunto un accordo in merito all’isola di Socotra, dopo l’aumento delle tensioni tra le due parti, secondo quanto riferito dal portavoce della coalizione araba, a guida saudita, che combatte in Yemen, Turki Al-Malki.

L’annuncio è stato fatto lunedì 7 maggio da Al-Malki, il quale ha dichiarato: “Ci sono state alcune divergenze di opinione tra i nostri fratelli emiratini e le autorità locali yemenite, in merito alla gestione di alcune questioni sull’isola”. In questo contesto, il portavoce della coalizione ha aggiunto: “È stato raggiunto un accordo su un metodo di coordinamento completo tra le due parti”.

Le tensioni sono salite dopo che, il 2 maggio, tre aerei cargo, provenienti dagli Emirati Arabi Uniti, erano atterrati nell’isola di Socotra, situata nell’Oceano Indiano, vicino al Golfo di Aden, dove avevano scaricato soldati, attrezzature militari pesanti, veicoli blindati e carri armati. Le autorità locali avevano accusato Abu Dhabi di non aver coordinato lo schieramento delle sue truppe con i soldati del presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, riconosciuto dalla comunità internazionale, definendo tale mossa una “occupazione” e un affronto nei riguardi del governo yemenita. Nei giorni seguenti, la popolazione locale era insorta e aveva organizzato manifestazioni contro la crescente presenza dei soldati emiratini nell’isola, chiedendo il ritiro delle loro truppe da Socotra. Per calmare le tensioni, il 4 maggio, una delegazione saudita si era recata sull’isola per discutere la situazione con il primo ministro yemenita, Ahmed bin Dagher, e gli ufficiali emiratini.

Gli Emirati Arabi Uniti sono formalmente un alleato del governo di Hadi, in quanto sono membri della coalizione araba, a guida saudita, che è intervenuta direttamente nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, al fianco del presidente, contro i ribelli yemeniti. Oltre a ciò, sin dall’inizio della guerra civile yemenita, scoppiata il 19 marzo 2015, Abu Dhabi ha addestrato le unità delle forze speciali yemenite, composte da numerosi separatisti, per combattere contro Al-Qaeda nella Penisola Arabica (AQAP), un’organizzazione terroristica islamista, affiliata ad Al-Qaeda, particolarmente attiva nel Paese.

Negli ultimi mesi, gli scontri tra le forze del presidente Hadi e i separatisti avevano aperto un nuovo fronte nella guerra civile yemenita. La battaglia tra le due parti si era intensificata il 28 gennaio e, nel giro di 4 giorni, aveva causato la morte di 87 persone e il ferimento di altre 312. Martedì 30 gennaio, dopo due giorni di combattimenti, i separatisti, fedeli al Consiglio di Transizione del Sud, erano riusciti a prendere il controllo della città di Aden, che si trova sulla costa orientale dello Yemen e si affaccia sul Mar Rosso, relegando il governo del presidente yemenita, Rabbo Mansour Hadi, nel palazzo presidenziale della città. Aden era la capitale dello Yemen del Sud, prima che le due aree del Paese venissero unite, il 22 maggio 1990. La città costituisce la sede del governo di Hadi e la capitale de facto dello Yemen, da quando la capitale ufficiale yemenita, Sanaa, era stata conquistata dalle forze dei ribelli il 21 settembre 2014. Più recentemente, l’8 aprile, i separatisti yemeniti erano avanzati nel territorio meridionale dello Yemen e avevano preso il controllo del governatorato di Al-Dali, situato nel sud-ovest del Paese, dopo aver combattuto contro le forze dell’esercito nazionale, causando la morte di un soldato yemenita e il ferimento di altri 20.

Il Consiglio di Transizione del Sud era stato formato il 4 aprile 2017 dal Movimento del Sud, conosciuto anche con il nome di Al-Hirak Al-Janoubi, ovvero un un’organizzazione politica e paramilitare attiva nell’ex Yemen del Sud, che, dal 2007, anno della sua fondazione, chiede l’indipendenza del territorio meridionale del Paese. Dopo lo scoppio della guerra civile in Yemen, nel marzo 2015, le forze separatiste si erano alleate con quelle del presidente Hadi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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