Rep. Centrafricana: 2 morti e 10 feriti nella sparatoria a Bangui

Pubblicato il 9 maggio 2018 alle 7:03 in Africa Repubblica Centrafricana

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Una sparatoria nella città di Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, ha ucciso almeno 2 persone e ne ha lasciate ferite 10, lunedì 7 maggio. Lo scontro è avvenuto nel distretto musulmano PK5, dove diverse case sono andate a fuoco in seguito all’incidente. Già nei giorni precedenti, alcuni spari erano stati uditi in quell’area, portando le forze di sicurezza centrafricane a intervenire contro un gruppo di uomini armati nel quartiere di Beaver. Il sito Africanews ha chiarito che gli autori della sparatoria, avvenuta precisamente nella notte tra domenica 6 e lunedì 7 maggio, non sono ancora stati identificati.

Nonostante le tensioni degli ultimi giorni, circa 3.000 persone, incluso il presidente Faustin-Archange Touadéra e il primo ministro Simplice Sarandji, hanno partecipato ai funerali per le 16 vittime dell’attacco del primo maggio alla chiesa di Notre Dame de Fatima, situata a Bangui. Secondo quanto riportato da Africanews, fonti locali avrebbero contestato l’operato del governo in seguito ai disordini degli ultimi mesi, in quanto non sarebbero state disposte nella città forze armate a sufficienza per sorvegliare la zona.

L’attacco di martedì 1 maggio alla chiesa di Bangui ha segnato una ripresa su larga scala delle violenze tra le comunità cristiane e musulmane del Paese. La Repubblica Centrafricana è teatro di tensioni interreligiose fin dal marzo 2013, quando l’ex presidente, Francois Bozize, venne destituito con un colpo di Stato organizzato, il 24 marzo 2013, dai ribelli musulmani della fazione Seleka. Da allora, questi si scontrano ripetutamente con la milizia cristiana anti-Balaka. Secondo le Nazioni Unite, la Repubblica Centrafricana sta affrontando, dal dicembre 2012, quando sono cominciate le insurrezioni contro Bozize, una crisi umanitaria che ha coinvolto più di 4.5 milioni di persone. Il 10 aprile 2014 il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha autorizzato un’operazione di peacekeeping nel Paese (MINUSCA) con l’obiettivo di proteggere i civili e promuovere la sicurezza. Più della metà della popolazione, però, necessita tuttora di assistenza umanitaria. Inoltre, nonostante l’elezione democratica del presidente Touadéra, il 30 marzo 2016, abbia portato una relativa stabilità politica, il numero degli scontri nel Paese continua ad essere alto.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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