Più del 95% della popolazione mondiale respira aria inquinata

Pubblicato il 9 maggio 2018 alle 12:10 in Cina India

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Secondo l’annual State of Global Air Report, pubblicato il 17 aprile dallo Health Effect Institute (HEI), più del 95% della popolazione mondiale respira attualmente aria non salubre, e le nazioni più povere del mondo sono quelle colpite più duramente. L’isituto americano ha stimato che l’esposizione continua all’inquinamento atmosferico avrebbe contribuito a circa 1,6 milioni di morti in tutto il mondo nel 2016. Il rapporto spiega che l’inquinamento aereo avrebbe provocato ictus, attacchi cardiaci, cancro ai polmoni e malattie polmonari croniche, causando molte di queste morti premature. 

Il rapporto afferma anche che l’inquinamento atmosferico sarebbe la quarta causa di morte tra tutti i rischi riguardanti la salute nel mondo, dopo l’ipertensione, l’alimentazione e il fumo. “L’inquinamento atmosferico ha un enorme peso per la salute personale in tutto il mondo, rendendo difficile respirare per chi ha problemi respiratori, portando giovani e anziani in ospedale, sottraendoli a scuola e lavoro e contribuendo alla morte precoce”, ha dichiarato il vice presidente della HEI, Bob O’Keefe, alla CNN, aggiungendo che “le tendenze che segnaliamo mostrano progressi reali in alcune parti del mondo – ma restano serie sfide per eliminare questa afflizione evitabile”.  

La Cina e L’India sarebbero responsabili di più del 50% delle morti attribuite all’inquinamento atmosferico in tutto il mondo. L’India starebbe quindi raggiungendo i livelli cinedi di morti premature legate a cause ambientali, con 1,1 milioni di vittime accertate nel 2016. Respirare l’aria di Delhi equivarrebbe a fumare 44 sigarette al giorno.  

Se da una parte il report ha confermato che la Cina ha fatto progressi nella lotta all’inquinamento, dall’altra il Pakistan, il Bangladesh e l’India stanno registrando i più alti livelli di inquinamento atmosferico dal 2010.  Il documento ha anche preso in considerazione, tra le vittime, le persone esposte alla combustione di materiale solido nelle loro case per il riscaldamento o per cucinare. Anche questa è considerata una forma grave di contaminazione dell’aria e nel 2016, un totale di 2,5 miliardi di persone (un terzo della popolazione mondiale), è stata esposta all’inquinamento aereo derivante dalla combustione di materiali quali legno o carbone, nelle proprie abitazioni. 

La maggior parte degli individui colpiti dal fenomeno nei Paesi in via di sviluppo è esposta all’inquinamento aereo sia in casa sia fuori. Questa combinazione porterebbe, secondo il report, ad una su 4 morti in India e una su 5 morti in Cina per cause ambientali.  

Lo State of Global Air Report 2017 è il più recente di una serie di studi di indagine sugli effetti dell’inquinamento atmosferico sulla popolazione globale.  Nell’aprile del 2017 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha affermato che l’inquinamento ambientale costa 1,7 milioni di vite umane tra i bambini di età inferiore ai 5 anni.  

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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