Israele: Netanyahu incontra Putin a Mosca

Pubblicato il 9 maggio 2018 alle 16:11 in Israele Russia

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si è recato in visita di stato a Mosca, dove ha partecipato alla parata militare del Giorno della Vittoria, che si è tenuta in occasione del 73esimo anniversario della vittoria della Grande Guerra Patriottica, in cui la Russia festeggia la fine della seconda guerra mondiale con la vittoria sovietica e alleata sul nazismo.

Durante le celebrazioni, che si sono tenute mercoledì 9 maggio, il premier israeliano ha partecipato alla parata al fianco del presidente russo, Vladimir Putin, e del presidente della Serbia, Alexander Vujcic, su invito personale del capo di stato russo.

Prima della partenza per Mosca, il premier israeliano aveva dichiarato: “Sto partendo per un incontro importante con il presidente della Russia, Vladimir Putin. I nostri incontri sono sempre importanti e questo lo è in modo particolare” e ha aggiunto: “Alla luce di quello che sta accadendo in Siria in questo momento, è necessario assicurarsi che continui la cooperazione della sicurezza tra l’esercito russo e le Forze di Difesa israeliane”.

Il presidente russo ha rafforzato le relazioni con Israele in numerosi settori a partire dalla sua elezione a presidente della Russia, avvenuta il 26 marzo 2000. Nonostante i buoni rapporti bilaterali, i due Paesi hanno mantengono posizioni diverse in alcune questioni, tra le quali la guerra in Siria e l’accordo sul nucleare con l’Iran.

In merito alla guerra civile siriana, la Russia è uno dei principali alleati del governo siriano di Bashar Al-Assad, insieme all’Iran e alle milizie sciite di Hezbollah. Da parte sua, Israele è preoccupato per l’espansione dell’influenza iraniana in Siria, dal momento che teme che Teheran miri a rafforzare le milizie sciite di Hezbollah, estendendo il suo fronte con Israele dal sud del Libano alle alture del Golan, fino a Yarmuk, e a distruggere lo Stato di Israele. In questo contesto, martedì 8 maggio, in occasione di un incontro trilaterale, che si era tenuto a Cipro con il presidente cipriota, Nicos Anastasiades, e il primo ministro greco, Alexis Tsipra, il premier israeliano aveva dichiarato che l’Iran avrebbe “una rete terroristica diffusa in tutto il mondo” e aveva aggiunto che “adesso, sta cercando di portare armi molto pericolose in Siria, affinché siano usate contro Israele con l’obiettivo specifico di distruggerle”.

Riguardo all’accordo sul nucleare, la Russia è uno dei Paesi firmatari del Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), un accordo che prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’ONU e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale, che era stato firmato il 14 luglio 2015 dall’Iran, insieme alla Germania e a Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Cina. In seguito al ritiro di Washington dall’accordo sul nucleare, annunciato ufficialmente dal presidente americano, Donald Trump, martedì 8 maggio, Mosca ha espresso la sua contrarietà nei confronti della decisione di Washington. Lo stesso giorno dell’annuncio, il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, si era detto “profondamente deluso” dalla decisione di Trump. Al contrario, il primo ministro israeliano ha elogiato la decisione di Trump, definendola una “mossa storica”. Netanyahu è sempre stato contrario al patto sul nucleare, sostenendo che non avrebbe garantito in maniera sufficiente che l’Iran non migliorasse le sue capacità nucleari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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