Egitto: ancora in fase di stallo i colloqui sulla diga etiope GERD

Pubblicato il 9 maggio 2018 alle 8:30 in Africa Egitto

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Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha dichiarato che i colloqui tra Egitto, Sudan ed Etiopia sulla costruzione della diga Grand Ethiopian Rainassance Dam (GERD), sono ancora in una fase di stallo. Shoukry ha rilasciato tale dichiarazione nel corso di una conferenza stampa al Cairo, alla quale ha partecipato anche la sua controparte ugandese.

Il ministro ha affermato che il colloquio riguardo alla costruzione della diga, tenutosi ad Addis Abeba tra i ministri dell’irrigazione dell’Egitto, dell’Etiopia e del Sudan la scorsa settimana, non ha portato alcun risultato tangibile. Nel corso dell’incontro, sia il ministro etiope sia quello sudanese avevano altresì espresso alcune riserve su un rapporto tecnico effettuato da una società francese, incaricata di valutare l’impatto ambientale ed economico della diga. Shoukry ha affermato che alcuni rappresentanti dei governi di Egitto, Sudan ed Etiopia si incontreranno il 15 maggio per ulteriori colloqui, sottolineando inoltre che l’Egitto, inizialmente, aveva proposto di anticipare i negoziati, ma gli altri due Paesi si erano opposti.

Già lo scorso 5 aprile, Shoukry si era recato in Sudan, per discutere del progetto della GERD con alcuni ufficiali dell’intelligence e dei ministeri degli Esteri egiziani, etiopi e sudanesi. Durante il meeting, erano stati analizzati i mezzi per utilizzare al meglio le risorse idriche, allo scopo di rendere la diga un mezzo di sviluppo anziché una fonte di conflitto.

Successivamente, in occasione dell’incontro della Commissione Militare Etiopia-Sudan ad Addis Abeba, conclusosi lo scorso venerdì 27 aprile, i due Paesi del Corno d’Africa avevano concordato  l’istituzione di una forza miliare congiunta, finalizzata a proteggere il progetto di costruzione della diga.

In seguito, giovedì 3 maggio, il premier etiope, Abiy Ahmed, si era recato in visita ufficiale a Khartoum, per discutere la questione con il presidente del Sudan, Omar Al-Bashir, e altri funzionari di alto livello. Durante il meeting, Abiy aveva affermato che la diga apporterebbe benefici a tutti e tre i Paesi. Anche il presidente sudanese aveva dichiarato di supportare il progetto, sostenendo che le quote d’acqua del fiume Nilo sarebbero equamente garantite sia al Sudan, sia all’Egitto. 

Il progetto di costruzione della diga, il futuro sistema idro-elettrico più grande di tutto il continente africano, era stato avviato dall’Etiopia nel 2011. Tale piano prevede che la GERD attinga dal bacino del fiume Nilo Azzurro, secondo principale affluente del Nilo, che attraversa l’Etiopia, il Sudan e l’Egitto fino al Mediterraneo. Sia il Cairo sia Kharotum temono, per questo, che la diga possa danneggiare e limitare le rispettive risorse idriche. Le autorità etiopi, invece, sostengono che la GERD non danneggerà gli altri Paesi ma che, al contrario, contribuirà allo sviluppo economico dell’intera area.

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Federica Patanè

di Redazione

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