Difesa UE: impasse su accordo con Londra

Pubblicato il 9 maggio 2018 alle 21:30 in Europa UK

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Nonostante i negoziati nel campo della difesa e della sicurezza tra Londra e Bruxelles non sianoancora iniziati, Francia sta portando avanti le proprie strategie. Due sono le direzioni sulle quali si muove Parigi,  le quali sono state discusse in un incontro dei ministri della Difesa dei Paesi membri dell’Unione Europea, tenutosi a Sofia il 5 maggio. Nello specifico, la Francia propone un rafforzamento del ruolo della Spagna nelle missioni militari dell’Unione per colmare il vuoto creato dalla Brexit, ed allo stesso tempo offre al Regno Unito un posto nella nuova forza di intervento europea a guida francese, per mantenere Londra nell’ambito della cooperazione militare.

Nel frattempo, un gruppo di alleati della Gran Bretagna, guidati da Olanda e Belgio, ha firmato a Sofia un documento volto a fare pressione per un inserimento di Londra nel nuovo patto di difesa. Questo permetterebbe all’industria britannica di rimanere all’interno dei profittevoli progetti militari europei. Spagna ed Estonia hanno manifestato la volontà di vedere il Regno Unito nel Programma Galileo, un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile, sviluppato in Europa come alternativa al Global Positioning System, controllato invece dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti, nonostante l’esistenza di regole che non permettono la condivisione di informazioni sensibili con Paesi non membri dell’Unione Europea. Il ministro della Difesa spagnolo, Maria Dolores de Cospedal, ha evidenziato la necessità di evitare una rottura con Londra. Messaggio simile ha espresso la sua controparte svedese, Peter Hultqvist, sottolineando l’importanza della Gran Bretagna per il futuro della cooperazione europea nell’ambito della sicurezza.

Secondo Reuters, tali posizioni sono dettate dalla convinzione che difficilmente l’Unione Europea riuscirebbe a difendersi dalle varie minacce che incombono su di essa, senza il contributo del Regno Unito, che rappresenta uno dei membri più importanti in termini di sicurezza. Allo stesso tempo Londra risulterebbe indebolita dall’impossibilità di accedere alle informazioni e all’intelligence dell’Unione. Ricordiamo che i negoziati per il raggiungimento di un accordo nel campo della sicurezza tra Londra e Bruxelles non sono ancora iniziati, nonostante la Prima Ministro britannica, Theresa May, abbia più volte manifestato la volontà di raggiungere un accordo entro il 2019. Da parte delle istituzioni europee c’è però resistenza, dettata dal blocco esercitato dal Regno Unito per anni al processo di integrazione nel campo della Difesa, e dall’esistenza di regole che restringono l’accesso di non-membri della UE a determinati corpi dell’organizzazione, come ad esempio l’Europol. La questione non è di facile risoluzione, soprattutto perchè nella proposta di bilancio pluriennale, presentata dalla Commissione Europea martedì primo maggio, i fondi destinati alla Difesa hanno visto un aumento, cosa che non succedeva da molti anni. Pertanto, se la Gran Bretagna vorrà collaborare nella sicurezza con l’Unione Europea, dovrà essere raggiunto un accordo anche sui relativi termini finanziari.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

 

 

di Redazione

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