Armenia: Putin si congratula con Pashinyan

Pubblicato il 9 maggio 2018 alle 21:00 in Armenia Russia

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Vladimir Putin ha inviato un telegramma al neo-eletto primo ministro dell’Armenia Nikol Pashinyan, nominato dal parlamento di Erevan lo scorso 8 maggio in seconda votazione.

La stampa armena sottolinea come il leader del Cremlino sia il primo leader mondiale a congratularsi con il leader oppositore che al termine di quasi un mese di pacifiche proteste di piazza ha prima costretto l’ex presidente Serzh Sargsyan a rinunciare alla guida del governo e poi a farsi eleggere da un parlamento dove il Partito Repubblicano Armeno di Sargsyan gode della maggioranza assoluta.

“Sono convinto che la sua attività a capo del governo armeno contribuisca all’ulteriore rafforzamento delle relazioni  di amicizia e alleanza tra i nostri paesi, all’interazione e al partenariato nel quadro dela Comunità degli Stati indipendenti, dell’Unione economica eurasiatica e dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva” – ha scritto il capo dello stato russo nel suo telegramma, citato dal sito ufficiale del Cremlino.

Vladimir Putin e Nikol Pashinyan si sono sentiti poi telefonicamente nel corso della giornata deol 9 maggio, congratulandosi reciprocamente per l’imminente celebrazione del Giorno della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica. Il 9 maggio è festivo tanto in Russia quanto in Armenia in memoria della vittoria sovietica sulla Germania nazista.

Nel corso della telefonata, riferisce il Cremlino, i due leader hanno espresso la comune volontà di rafforzare ulteriormente le relazioni tradizionalmente amichevoli tra Russia e Armenia. È stata sottolineata la disponibilità al partenariato nelle associazioni multilaterali e di integrazione, in particolare nel quadro dell’Unione economica eurasiatica e dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva.

Le manifestazioni in Armenia avevano causato inizialmente preoccupazione a Mosca, ma lo stesso Pashinyan, ricevendo una delegazione di deputati della Duma russa durante le proteste, aveva assicurato che le relazioni con la Russia sarebbero rimaste immutate, smentendo le voci che gli attribuivano l’intenzione di uscire dalla Comunità economica euroasiatica e confermando l’interesse di Erevan a mantenere le basi russe attualmente nel paese.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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