Affiliati di Al Qaeda minacciano compagnie occidentali in Africa

Pubblicato il 9 maggio 2018 alle 15:40 in Africa Mali

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Al Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) ha minacciato di voler attaccare le compagnie occidentali che effettuano operazioni commerciali negli Stati africani del nord-ovest, definendole “bersagli legittimi” e invitando i musulmani a boicottarle.

Lo rende noto il sito Reuters, che ha riportato le dichiarazioni pubblicate sui social media dall’organizzazione jihadista, tradotte dall’istituto americano d’intelligence SITE: “Questo comunicato esorta a ribellarsi contro le compagnie occidentali che operano nel Maghreb Islamico e negli Stati del Sahel, e informa che quelle società costituiscono un obiettivo valido per i mujahideen”. Il gruppo avrebbe di mira soprattutto la Francia, principale potenza coloniale nell’Africa nord-occidentale, ma anche i suoi alleati nella regione. “Abbiamo deciso di attaccare quegli enti che perpetrano nelle nostre aree attività di sfruttamento sostenute dai loro governi e di colpire l’occupatore francese che, con queste azioni, rende ricco e prospero il suo Paese”, si legge nella dichiarazione del gruppo jihadista.

Già in passato AQIM aveva lanciato diversi attacchi sul territorio, in particolare in Algeria, dove, nel gennaio 2013, aveva effettuato un violento raid a un impianto di gassificazione, uccidendo almeno 37 lavoratori. I militanti hanno compiuto negli anni anche gravi attentati contro hotel turistici in Mali, Burkina Faso e Costa d’Avorio.

In Mali, un intervento militare francese era stato condotto nel gennaio 2013 per respingere i ribelli islamisti e i gruppi tuareg dal nord del Paese. Nonostante l’accordo di pace stipulato tra governo e tuareg nel giugno 2015, i jihadisti non si sono arresi e la minaccia terroristica continua a rimanere alta. Le azioni dei militanti si sono estese su tutto il territorio del Mali e hanno raggiunto anche gli Stati confinanti, tra cui i suddetti Burkina Faso e Costa d’Avorio.

Il Burkina Faso, Paese dell’Africa occidentale compreso nell’area del Sahel, è uno degli Stati più poveri al mondo. Il confine settentrionale con il Mali costituisce un territorio propizio per gli scontri tra i gruppi armati, i quali contribuiscono all’instabilità del Paese. Negli ultimi anni, gli innumerevoli attentati terroristici hanno permesso ai ribelli dell’area di conquistare roccaforti sparse nella regione.

Il 16 febbraio 2014, Burkina Faso, Mali, Mauritania, Niger e Ciad hanno dato vita a un nuovo organismo regionale per la lotta al terrorismo, il G5 Sahel. Tale zona, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Nel febbraio 2017, è stata lanciata l’iniziativa G5 Sahel Force, destinata a sconfiggere i gruppi armati e contrastare la crescita dell’estremismo. Il corpo della missione è composto da 5.000 ufficiali, tra cui soldati, poliziotti e agenti speciali originari dei 5 Paesi africani. Il presidente francese, Emmanuel Macron, è uno dei principali sostenitori del G5 Sahel.

La Francia possiede ancora migliaia di truppe dislocate nell’Africa occidentale e nell’area del Sahel come parte di un’operazione per eliminare i gruppi di ribelli jihadisti. Anche gli Stati Uniti, dal canto loro, hanno intensificato la presenza militare in quell’area.

Al Qaeda nel Maghreb Islamico è un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda attiva nell’Africa nord-occidentale. Fin dalla sua nascita sotto questo nome, nel gennaio 2007, il gruppo ha dichiarato di voler attaccare obiettivi europei e americani nella regione. I suoi membri provengono principalmente dall’Algeria e da alcune tribù sahariane. L’organizzazione è stata accusata di avere legami anche con i militanti del gruppo terroristico Al-Shabaab, attivo in Somalia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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