Stati Uniti si ritirano dall’accordo nucleare con l’Iran

Pubblicato il 8 maggio 2018 alle 20:10 in Iran USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso di ritirare il Paese dall’accordo sul nucleare siglato con l’Iran nel 2015, rispettando quanto aveva anticipato in una telefonata al presidente francese, Emmanuel Macron, martedì 8 maggio. Gli Stati Uniti starebbero pensando di reintrodurre tutte le sanzioni che erano state revocate nell’accordo raggiunto il 14 luglio 2015 e di aggiungere ulteriori sanzioni economiche all’Iran. L’amministrazione della Casa Bianca ha specificato, tuttavia, che la reimposizione delle sanzioni non avverrà prima di sei mesi.

La decisione del presidente Trump potrebbe vanificare il risultato principale raggiunto in politica estera dal suo predecessore, l’ex presidente Barack Obama, comportando come risultato un maggiore isolamento degli Stati Uniti dai suoi alleati europei, i quali rimarrebbero soli a gestire la situazione in Iran.

I governi di Parigi, Londra e Berlino sembrano intenzionati a rimanere nell’accordo, indipendentemente dalla decisione americana. Il presidente francese Macron, inoltre, in occasione della sua visita di Stato a Washington aveva proposto al presidente Trump di elaborare un nuovo accordo con l’Iran in merito al suo programma nucleare per cercare di venire incontro alle richieste americane. L’obiettivo del nuovo accordo proposto dal presidente Macron sarebbe consistito nel bloccare qualsiasi attività nucleare iraniana fino al 2025, impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari e contenere l’influenza di Teheran sui principali Paesi del Medio Oriente, quali Siria, Libano, Yemen ed Iraq.

Lunedì 7 maggio, infine, il presidente iraniano, Hassan Rouhani, ha annunciato che il governo di Teheran è pronto a gestire diversi tipi di scenario, incluso un accordo senza gli Stati Uniti ma con tutti gli altri firmatari del patto. “Un uomo in un Paese potrebbe crearci qualche problema per un periodo di tempo limitato, tuttavia, siamo pronti a risolvere tali preoccupazioni. Indipendentemente dall’imposizione di sanzioni, dobbiamo camminare con le nostre gambe”, ha sostenuto il presidente Rouhani.

Il 14 luglio 2015, l’Iran, insieme alla Germania e ai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, aveva firmato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), un accordo che prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale.

Fin dalla campagna elettorale, Donald Trump aveva criticato il JCPOA, definendolo un disastro dal quale gli Stati Uniti sarebbero dovuti uscire al più presto. Una volta vinte le elezioni, inoltre, il 13 settembre 2017 il presidente Trump aveva annunciato la de-certificazione del JCPOA e aveva chiesto al Congresso di modificare la legislazione per contrastare maggiormente il programma missilistico iraniano. Il 12 gennaio 2018 il presidente Trump ha deciso di rinnovare per l’ultima volta l’accordo, specificando la necessità di una sua rinegoziazione entro il 12 maggio grazie al contributo anche dei partner europei.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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