Il Qatar è sopravvissuto all’embargo

Pubblicato il 8 maggio 2018 alle 6:15 in Medio Oriente Qatar

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Il Qatar è sopravvissuto all’embargo imposto dai Paesi del Golfo e sta promuovendo una serie di riforme per favorire ulteriori investimenti, questo è quanto dichiarato dal ministro delle Finanze di Doha, Ali Shareef Al-Emadi, in un’intervista al Financial Times. “Le prime settimane di embargo sono state le più problematiche” ha affermato, ma “oggi l’economia è stabile e i nostri tassi di crescita sono positivi”.  

L’embargo al Qatar è stato imposto il 5 giugno 2017 da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Bahrein ed Egitto, i quali hanno interrotto le relazioni diplomatiche con Doha, a causa di un presunto sostegno e finanziamento ad organizzazioni terroristiche. Dall’altra parte, il Qatar ha sempre respinto le accuse, dichiarandosi disponibile ad avviare un dialogo diretto per risolvere la crisi.

Il 30 aprile, il direttore esecutivo della Qatar Airways denunciava gli effetti disastrosi del blocco sui profitti della compagnia aerea di bandiera, che ha riportato “considerevoli” perdite nell’ultimo anno finanziario. Tuttavia, il ministro Ali Shareef Al-Emadi sostiene che l’embargo sia stato in realtà un’opportunità per riorganizzare l’economia del Paese. In passato, gli investitori internazionali sono stati limitatamente coinvolti in Qatar, come negli altri Paesi del Golfo, al fine di proteggere gli investitori domestici. A seguito dell’embargo, il Qatar si è ritrovato in una situazione di necessità e ha dovuto aprire agli investimenti stranieri alcuni settori, tra cui quello immobiliare. È previsto inoltre che gli investitori esteri possano in un prossimo futuro detenere il possesso della totalità di una compagnia qatariana, senza bisogno di essere affiancati da un partner locale. È doveroso sottolineare che solitamente nei paesi islamici non è possibile per un investitore straniero detenere il possesso totale di un’azienda.

“L’embargo ci ha fatto concentrare sulla semplificazione dei regolamenti per chi voglia fare impresa, così abbiamo accelerato le riforme al riguardo”, ha affermato il ministro Al-Emadi. Il Qatar ha incoraggiato la produzione nazionale di latticini e carne e ha inaugurato nuove rotte per l’approvvigionamento di beni alimentari e materiali per le costruzioni. Queste rotte passano oggi attraverso la Turchia, l’Iran e l’Oman, abbandonando quelle tradizionali che invece partivano dall’Arabia Saudita e da Dubai. Il Paese ha aperto i propri confini e facilitato i processi per ottenere il visto per il Qatar da 80 Paesi, incrementando il turismo e aumentando le possibilità di reperire manodopera straniera.

L’embargo ha inoltre sancito il ritorno dei bond qatariani sui mercati finanziari, assenti dal 2016, che, il 12 aprile, hanno totalizzato 12 miliardi di dollari americani. Tuttavia, Doha ha dovuto rimpatriare più di 20 miliardi di dollari precedentemente investiti all’estero, per sostenere il proprio sistema finanziario, fortemente indebolito dal ritiro dei depositi degli Stati del Golfo dalle banche del Qatar. Infine, il crollo del prezzo del petrolio e il piano massivo di investimenti necessari per la preparazione del Paese ai Mondiali di calcio del 2022, hanno ostacolato la fiducia delle imprese nel Qatar e sollevato problematiche relative al rispetto dei diritti umani nel Paese. In un rapporto intitolato Il lato oscuro del gioco più bello del mondo” diffuso nel 2016, Amnesty International ha evidenziato lo sfruttamento dei migranti nel più grande stadio del Qatar, lo stadio Khalifa di Doha.

Nonostante ciò, i tassi di crescita del Paese hanno continuato a essere maggiori di quelli dei vicini del Golfo, secondo quanto riferito dal ministro Al-Emadi, il quale prevede una crescita del 3% per l’anno corrente. Grazie alla diminuzione della pressione fiscale legata all’aumento del prezzo del petrolio greggio, la Qatar Investment Authority, che capitalizza sulle eccedenze nel mercato degli idrocarburi, aumenterà i propri investimenti globali. La forza del Qatar sta nell’aver definito il proprio budget basandosi su un prezzo del petrolio che è il più basso della regione, 45 dollari al barile. “La matematica è semplice”, afferma il ministro delle Finanze di Doha. Con un prezzo del petrolio che ha superato i 70 dollari al barile, il Qatar prevede un aumento decisamente consistente delle proprie entrate.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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