I numeri della detenzione arbitraria in Arabia Saudita

Pubblicato il 8 maggio 2018 alle 8:30 in Arabia Saudita Medio Oriente

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Sono almeno 2.300 le persone sotto inchiesta che l’Arabia Saudita, da più di sei mesi, tiene in stato di detenzione arbitraria, senza deferire il caso a un giudice. L’accusa è stata lanciata dall’ONG Human Rights Watch che, domenica 6 maggio, ha pubblicato un report in cui denuncia la mancanza di trasparenza e legalità nel sistema giudiziario del Paese. I dati analizzati, rilevati da un portale reso pubblico nel 2013 dal Ministero degli Interni dell’Arabia Saudita, mostrano un aumento notevole del numero di accusati detenuti in modo arbitrario negli ultimi anni. Nel maggio 2014, coloro che si trovavano detenuti in attesa di processo da più di sei mesi erano circa 293.

L’uso della detenzione arbitraria da parte delle autorità saudite è cresciuto considerevolmente da quando, nel novembre 2017, almeno 381 persone avevano subito un arresto di massa per accuse di corruzione. Questo provvedimento aveva scatenato la reazione di molte associazioni in difesa dei diritti umani, che avevano ritenuto l’azione estranea a ogni riconoscibile meccanismo legale. La direttrice di Human Right Watch in Medio Oriente, Sarah Leah Whitson, ha dichiarato che “se le autorità saudite possono trattenere per mesi in prigione una persona che non è ancora stata dichiarata colpevole, è chiaro che il sistema della giustizia resta iniquo e scorretto”.

Il portale creato dal Ministero degli Interni, la cosiddetta “Finestra della Comunicazione”, è un database online, attivo dal 2013, che racchiude le informazioni di coloro che si trovano in sei possibili situazioni legali: “sotto inchiesta”, “dossier del caso sottoposto all’Ufficio di Investigazione e Azione penale”, “procedure per il processo in corso”, “condannato” e infine “presentazione del ricorso”. Tra le persone incluse nel database, circa 3.380 sono detenute senza condanna o si trovano sotto controllo giudiziario da più di sei mesi, mentre, nello stesso arco di tempo, 2.305 sono sotto inchiesta. Human Rights Watch monitora la situazione dei detenuti in Arabia Saudita, sottoposti ad arresto arbitrario, da diversi anni. L’1 febbraio, l’ONG aveva scritto al procuratore generale saudita, Sheikh Saud Al-Mojeb, per chiedere spiegazioni in merito all’alto numero di casi di prigionieri in attesa di processo, ma non ha ancora ricevuto risposta.

Il Gruppo di lavoro sulla detenzione arbitraria dell’ONU ha condannato quei Paesi le cui autorità falliscono, del tutto o in parte, nel rispettare le norme sul diritto all’equo processo, che prevede l’udienza immediata di fronte a un giudice, subito dopo il fermo preliminare. Oltre all’articolo 11 del Corpo di Principi dell’ONU per la Protezione di tutte le Persone sotto qualsiasi forma di Detenzione o Arresto, anche la Carta Araba sui Diritti Umani, ratificata dall’Arabia Saudita nel 2009, garantisce il diritto di ognuno a essere convocato davanti a un giudice o a un’autorità equivalente e a essere sottoposto a processo in un tempo ragionevole per essere condannato o scarcerato. La Carta chiarisce inoltre che “la custodia cautelare non deve essere in alcun caso la regola generale”. La detenzione prolungata senza giudizio o processo è arbitraria e viola sia la legge saudita sia gli standard internazionali sui diritti umani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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