Iran valuta di rimanere nell’accordo sul nucleare

Pubblicato il 8 maggio 2018 alle 8:36 in Iran Medio Oriente

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L’Iran potrebbe rimanere nell’accordo sul nucleare, nonostante la fuoriuscita degli Stati Uniti, nel caso in cui vengano garantiti i suoi interessi, secondo quanto dichiarato dal presidente iraniano, Hassan Rouhani.

In un discorso, trasmesso in diretta televisiva, lunedì 7 maggio, Rouhani ha annunciato che Teheran si starebbe preparando per affrontare qualsiasi scenario, inclusi un accordo senza gli Stati Uniti, ma che includa gli altri Paesi firmatari, oppure il ritiro dal patto. In questo senso, il presidente ha dichiarato: “Non siamo preoccupati per le decisioni crudeli dell’America. Siamo preparati a tutti gli scenari e non ci sarà nessun cambiamento nella nostra vita la prossima settimana” e ha aggiunto: “Se possiamo ottenere quello che vogliamo da un accordo senza l’America, allora l’Iran continuerà a rispettare il patto. L’Iran vuole che i suoi interessi vengano garantiti dai firmatari non americani. In questo caso, all’Iran andrà bene liberarsi della presenza problematica dell’America”.

Il capo di stato iraniano ha altresì affermato che Teheran non cederà alla pressione esercitata dagli Stati Uniti, affinché limiti la sua influenza in Medio Oriente. In questo contesto, Rouhani ha proseguito il discorso, dicendo: “Se vogliono assicurarsi che non vogliamo la bomba nucleare, abbiamo dichiarato più volte che non la vogliamo e non la vorremo. Tuttavia, se vogliono indebolire l’Iran e limitare la sua influenza sia nella regione sia a livello globale, l’Iran resisterà strenuamente”.

Nei giorni scorsi, Teheran aveva minacciato che si sarebbe ritirato dall’accordo sul nucleare, se l’avessero fatto gli Stati Uniti. Tali dichiarazioni erano state rilasciate il 3 maggio sia dal Consigliere della Guida suprema iraniana per le questioni internazionali, Ali Akbar Velayati, sia dal ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif. Nonostante ciò, alcuni ufficiali iraniani hanno dichiarato che, fino a quando Teheran non verrà escluso dal sistema finanziario e commerciale globale, potrebbe considerare di rimanere nell’accordo. Stando a quanto riferito dall’agenzia di stampa Reuters, l’Iran preferirebbe mantenere in vita l’accordo, piuttosto che affrontare possibili difficoltà economiche, causate dall’imposizione di nuove sanzioni.

Il 14 luglio 2015, l’Iran, insieme alla Germania e ai 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu, ovvero Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina, aveva firmato il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), un accordo che prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni nucleari imposte precedentemente contro l’Iran dall’Unione Europea, dall’Onu e dagli USA, in cambio della limitazione delle attività nucleari da parte del Paese mediorientale. Fin dalla propria campagna elettorale, Trump ha definito il patto “un disastro”, affermando di volerne uscire al più presto. Il13 settembre 2017, il leader della Casa Bianca aveva annunciato la de-certificazione del JCPOA, incaricando il Congresso di modificare la legislazione relativa, al fine di contrastare più efficacemente il programma missilistico iraniano, in quanto il patto non impedisce all’Iran di testare missili. L’Unione Europea si è subito schierata a favore dell’accordo nucleare, andando contro alla decisione del presidente americano che, il 12 gennaio 2018 ha deciso di certificare l’accordo nuovamente, ma “per l’ultima volta”, fissando il 12 maggio come termine ultimo entro il quale i leader europei devono risolvere i “terribili difetti dell’accordo”, pena la fuoriuscita degli Stati Uniti dal patto.

Da parte loro, Gran Bretagna, Francia e Germania intendono preservare l’accordo sul nucleare e vorrebbero estendere la discussione sul programma missilistico iraniano, sulle sue attività nucleari dopo il 2025, data in cui scadranno le disposizioni cardine del patto, e sul ruolo di Teheran in Yemen e in Siria, al fine di rispondere ai reclami sollevati dagli Stati Uniti.

Lo stesso giorno in cui Rouhani ha rilasciato le dichiarazioni in diretta televisiva, lunedì 7 maggio, il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian ha dichiarato, in occasione di un incontro con il suo omologo tedesco, Heiko Maas, che Parigi, Londra e Berlino rimarranno nell’accordo, indipendentemente dalla decisione di Trump, dal momento che il patto costituirebbe il modo migliore per impedire all’Iran di sviluppare la bomba nucleare. Da parte sua, anche il ministro tedesco ha affermato che l’accordo “rende il mondo più sicuro” e ha ribadito che la Germania farà tutto il possibile per sostenerlo.

In merito alla questione, si è espresso anche il ministro degli Esteri britannico, Boris Johnson, il quale, durante una visita ufficiale negli Stati Uniti per discutere l’argomento, ha dichiarato che l’accordo sul nucleare presenterebbe alcune debolezze, ma che queste possono essere sistemate e ha aggiunto: “In questo momento, la Gran Bretagna sta lavorando con l’amministrazione Trump e con i nostri alleati francesi e tedeschi per assicurare che lo siano”. Johnson ha altresì aggiunto: “Sono sicuro di una cosa: qualsiasi alternativa possibile è peggiore. La cosa più intelligente sarebbe migliorare le condizioni, piuttosto che distruggerle”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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