Turchia: se USA fermeranno vendita di armi ad Ankara, ci vendicheremo

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 6:04 in Turchia USA e Canada

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Il ministro degli Affari Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, domenica 6 maggio ha dichiarato che Ankara si vendicherà se gli Stati Uniti approveranno una proposta di legge che fermerà la vendita di armi alla Turchia.

I legislatori della Camera dei Rappresentanti statunitense hanno rilasciato, venerdì 4 maggio, alcuni dettagli relativi a una proposta di legge, chiamata National Defense Authorization Act, relativa alla spesa annuale della difesa, pari a 717 miliardi di dollari, che include una misura che fermerà temporaneamente la vendita di armi alla Turchia. La legge, che è ancora lontana dall’approvazione, richiederà inoltre al Dipartimento della Difesa di fornire al Congresso un resoconto sulla relazione degli Stati Uniti con la Turchia, bloccando la vendita di equipaggiamenti di difesa fino al completamento della documentazione stessa.

Cavusoglu, durante un’intervista alla CNN Turk, ha spiegato che i termini di questa legge sono sbagliati, illogici e non confacenti a un alleato NATO. “Se gli Stati Uniti imporranno delle sanzioni contro di noi o approveranno questa misura, la Turchia reagirà. È necessario che Washington dimentichi questa proposta di legge” ha aggiunto il ministro turco. Ankara stava pianificando l’acquisto di più di 100 jet Lockheed Martin F-35 Lightning II ed è in trattative con Washington per alcuni missili Patriot.

A dicembre, il governo turco aveva firmato un accordo con la Russia per l’acquisto di batterie di missili terra-aria S-400, destinati al miglioramento delle capacità di difesa turche nei conflitti in Siria e in Iraq e nell’ambito delle minacce provenienti dai curdi e dai militanti islamici in Turchia. L’acquisto di tali missili, che sono incompatibili con i sistemi della NATO, aveva innervosito i membri dell’organizzazione, già sospettosi della presenza militare russa nel Medio Oriente. I funzionari della NATO, pertanto, avevano avvisato Ankara delle conseguenze dell’azione, ma Cavusoglu aveva spiegato che l’accordo con la Russia non era un’alternativa ai legami della Turchia con l’Occidente, accusando gli Stati Uniti di voler controllare l’operato del governo turco.

Le relazioni tra Ankara e Washington si sono deteriorate negli ultimi mesi, dopo una serie di problematiche, inclusa la politica degli Stati Uniti in Siria e un numero di casi legali contro alcuni cittadini turchi e statunitensi trattenuti nei due Paesi. Tuttavia, non è la prima volta che si assiste all’insorgere di tensioni tra la Turchia e gli Stati Uniti. Il 9 ottobre 2017, l’ambasciata turca a Washington aveva annunciato la sospensione dell’emissione di visti per i cittadini americani, in tutti i consolati turchi presenti nel territorio degli Stati Uniti, eccezion fatta per quelli di immigrazione, in risposta a una misura simile presa dall’ambasciata americana ad Ankara, il giorno precedente. La decisione degli Stati Uniti era giunta dopo che, mercoledì 4 ottobre, a Istanbul, le autorità turche avevano arrestato un impiegato del consolato americano con le accuse di spionaggio e di sovvertimento dell’ordinamento costituzionale. L’uomo era sospettato di avere legami con Fethullah Gulen, leader dell’Organizzazione terroristica Fetullah (FETO), accusata di aver orchestrato il colpo di stato che, il 15 luglio 2016, aveva tentato di rovesciare il regime del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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