Siria: ISIS uccide più di 30 soldati di Al-Assad

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 17:10 in Medio Oriente Siria

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Più di 30 soldati del governo di Bashar Al-Assad sono stati uccisi in una contro-offensiva lanciata dallo Stato Islamico nel territorio a sud di Damasco.

L’attacco dello Stato Islamico mira a riprendere possesso dei territori che gli sono stati sottratti dalle forze governative. La contro-offensiva, lanciata lunedì 7 maggio, in particolare, mirava a riaprire un corridoio, che collega il campo profughi di Yarmuk e il distretto di Hajar Al-Aswad, entrambi situati nel sud di Damasco. La settimana precedente all’offensiva, le forze del governo erano riuscite a interrompere il collegamento tra le due aree. In questo contesto, il direttore dell’Osservatorio siriano per i diritti umani, Rami Abdel Rahman, ha dichiarato: “Le loro tattiche mordi e fuggi continuano da allora e hanno causato la morte di un totale di 31 soldati governativi, la maggior parte uccisi in imboscate” e ha aggiunto: “Il governo sta avanzando lentamente, prendendo alcune posizioni ed edifici, ma non c’è stato nessun progresso da sabato”.

Dopo la liberazione del Ghouta orientale, avvenuta il 12 aprile, l’esercito siriano, fedele al presidente Bashar Al-Assad, ha iniziato a colpire il territorio a sud di Damasco, che comprende, in particolare, le aree di Hajar Al-Aswad, Qadam e il campo profughi di Yarmuk, nelle quali si troverebbero i soldati dell’opposizione siriana e i militanti di numerosi gruppi terroristici, tra i quali lo Stato Islamico. L’assalto contro l’area era iniziato il 17 aprile. Lo stesso giorno, erano iniziati i bombardamenti nell’enclave, che sono proseguiti fino alla mattinata di venerdì 20 aprile. Una volta conquistato il territorio, il presidente siriano riprenderà il pieno controllo della capitale.

Al momento, le truppe governative controllerebbero il 60% di Hajar Al-Aswad, mentre lo Stato Islamico possiederebbe più dell’80% del campo profughi di Yarmuk, secondo quanto riferito dal quotidiano Al-Monitor. Il campo profughi di Yarmuk era stato stabilito a sud di Damasco nel 1957 come campo non ufficiale per ospitare i palestinesi che erano stati costretti ad abbandonare il loro territorio di origine dopo la creazione dello Stato di Israele, nel 1948. Prima dello scoppio della guerra civile siriana, iniziata il 15 marzo 2011, Yarmuk ospitava circa 150.000 persone, la più grande comunità palestinese in Siria. A partire dal dicembre 2012, il campo profughi era stato lo scenario di violenti scontri tra le forze governative e l’Esercito siriano libero (Esl), composto dai disertori dell’esercito regolare siriano che combattono al fianco dei ribelli. Successivamente, Yarmuk è passato sotto il controllo dei gruppi estremisti, prima Al-Nusra, affiliato ad Al-Qaeda, poi, a partire dall’aprile 2015, lo Stato Islamico.

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Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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