Risultati preliminari Libano: Hezbollah ottiene metà dei seggi

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 11:36 in Libano Medio Oriente

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Si sono concluse alle 19:00, ora locale, di domenica 6 maggio, le elezioni generali libanesi, le prime che si tengono nel Paese da 9 anni. I risultati ufficiali della tornata elettorale, che ha visto un notevole calo nella partecipazione degli elettori, rispetto alle votazioni precedenti, verranno comunicati ufficialmente nella serata di lunedì 7 maggio, tuttavia sono già disponibili i primi exit poll.

Secondo i dati riferiti dal Ministero dell’Interno libanese, soltanto il 49,2% dei 3,8 milioni di elettori registrati si sarebbero recati alle urne nella giornata di domenica 6 maggio, per decidere chi dei 583 candidati si sarebbe guadagnato uno dei 128 seggi in Parlamento, 64 dei quali riservati ai cristiani e 64 ai musulmani. Si tratterebbe di un calo del 54% rispetto alle ultime elezioni, che si erano tenute il 7 giugno 2009.

I risultati preliminari, diffusi dai media libanesi, mostrano un avanzamento di Hezbollah e dei suoi alleati politici, che avrebbero ottenuto più di metà dei seggi. Se i risultati finali confermassero tale risultato, Hezbollah, insieme ai suoi alleati, si assicurerebbe la maggioranza semplice in Parlamento.

Si tratta delle prime elezioni che si sono tenute nel Paese secondo i principi della nuova legge elettorale, approvata nel giugno 2017. Tale norma riduce il numero dei distretti elettorali a 15 e introduce la rappresentanza proporzionale, sostituendo il sistema maggioritario precedentemente in vigore. Secondo tale legge, ciascun elettore avrebbe votato sia per una lista di candidati sia per un candidato singolo della lista scelta. I partiti libanesi temono che il nuovo sistema elettorale possa frammentare la loro rappresentanza nel Paese.

Nelle settimane precedenti all’apertura dei seggi nel Paese, circa 92,810 libanesi residenti all’estero hanno votato in 39 Paesi, per la prima volta in assoluto. In Libano, le elezioni si sono svolte senza particolari disagi, nonostante, nelle ultime settimane, nella capitale libanese si siano verificati alcuni atti intimidatori e violenze. Per evitare problemi legati alla sicurezza, nella giornata di domenica, a Beirut sono stati schierati veicoli militari e truppe.

Le elezioni si sarebbero dovute tenere nel 2013 e sarebbero state rimandate per motivi di sicurezza. La stessa situazione si sarebbe verificata nel 2014 e nel 2017, dal momento che i politici sarebbero stati in disaccordo in merito all’adozione di un nuovo sistema elettorale. Tale situazione sarebbe stata aggravata dal fatto che il Libano ha dovuto affrontare una serie di crisi interne e l’aumento dei flussi provenienti dalla vicina Siria, dove la guerra civile imperversa dal 15 marzo 2011. Nel Paese, al momento, sono presenti 991.165 cittadini siriani, secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR). Qui, l’afflusso di siriani, che dipendono, in larga parte, dagli aiuti economici stanziati dalla comunità internazionale, ha messo in seria difficoltà il governo, che ha avuto diversi problemi nel ripartire le poche risorse disponibili sul territorio. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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