Nigeria: almeno 45 morti in uno scontro tra banditi e milizia locale

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 13:15 in Africa Nigeria

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Lo scontro tra un gruppo di banditi e una milizia locale, scoppiato sabato 6 maggio in un villaggio del nord della Nigeria, ha provocato la morte di almeno 45 persone. L’episodio è avvenuto nella città di Gwaska, situata nella regione centro-settentrionale di Kaduna, e costituisce uno degli innumerevoli attacchi che hanno interessato recentemente le aree rurali del Paese. Oltre al banditismo, diffuso nello Stato di Kaduna perché ricco di foreste in cui i briganti possono nascondersi e sfuggire alla polizia, altri disordini sono causati in Nigeria dagli attentati terroristici di Boko Haram, un gruppo jihadista attivo nel nord-est del Paese dal 2009, e dagli scontri tra i pastori di etnia fulani e gli agricoltori cristiani nelle regioni centrali.

Secondo quanto riporta Al Jazeera English, alcuni media locali hanno dichiarato che i banditi avrebbero attaccato il villaggio di Gwaska sabato pomeriggio e si sarebbero scontrati con le forze di difesa locali che sono intervenute per proteggere la comunità. Il capo della polizia dello Stato di Kaduna, Austin Iwar, ha chiarito che “la violenza è esplosa tra i briganti della regione e le milizie, che sono molto potenti in quell’area”. Questi gruppi di banditi si scontrano ripetutamente con le autorità nigeriane, sfuggendo alla cattura degli uomini della milizia e respingendo le squadre speciali di sicurezza che vengono mandate per sconfiggerli.

I banditi, che i residenti del villaggio di Gwaska sostengono essere ladri di bestiame provenienti dal vicino Stato di Zamfara, hanno attaccato la comunità dando fuoco alle case. Secondo quanto riferito dall’Ispettore Generale della polizia, Ibrahim Idris, 200 uomini delle forze armate e 10 mezzi di pattuglia sono stati impiegati per sedare l’assalto.

Dall’inizio di maggio, oltre ai 45 morti di sabato scorso, almeno altre 28 persone sono rimaste uccise in due attacchi separati nel nord della Nigeria. Il primo è avvenuto mercoledì 2 maggio nella regione nord-orientale di Adamawa, dove 15 persone sono morte per le aggressioni ad alcuni villaggi della zona. Il secondo si è verificato il giorno dopo nella regione di Zamfara e si è concluso con l’uccisione di 13 persone nello scontro tra milizia locale e alcuni ladri di bestiame.

Le violenze che esplodono giornalmente nel Paese stanno mettendo a dura prova la leadership del presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, che aveva vinto le elezioni del 28 marzo 2015 grazie alle promesse di stabilità e sicurezza. Al banditismo delle regioni settentrionali si affianca la rivalità tra pastori e agricoltori delle aree centrali della Nigeria, che si contendono il controllo di terre e acqua. I pastori, accusati di attacchi a persone e proprietà, sono in maggioranza musulmani del gruppo etnico fulani, mentre gli agricoltori appartengono per lo più alla religione cristiana. Offensive e ritorsioni si sono verificate da entrambe le parti negli ultimi mesi.

Tuttavia, la minaccia più grave è ancora rappresentata dall’organizzazione terroristica di Boko Haram, attiva in Nigeria dal 2009. Il gruppo è responsabile, al momento, della morte di circa 200.00 persone e della fuga di almeno altri 2.6 milioni di cittadini. Gli attacchi dei militanti jihadisti hanno scatenato nel Paese una grave crisi umanitaria. I loro obiettivi sono principalmente donne e bambini, spesso rapiti, abusati e costretti a diventare kamizake. Il 26 marzo, il Ministero dell’Informazione aveva riferito che il governo di Abuja stava negoziando con Boko Haram per tentare di mettere fine alle ostilità e raggiungere un cessate il fuoco.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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