Israele e Cipro cercano un accordo sul gas nel Mediterraneo

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 18:34 in Cipro Israele

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Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e il ministro per l’Energia, Yuval Steinitz, si recheranno a Cipro martedì 8 maggio per cercare un’intesa su questioni relative alle risorse energetiche nel Mediterraneo orientale, in particolare riguardo allo sfruttamento del giacimento di gas Afrodite. La collaborazione tra Nicosia e Tel Aviv prevede piani per l’unione delle reti elettriche dei due Paesi e per la costruzione di un gasdotto che colleghi i nuovi giacimenti di gas all’Europa continentale.

Numerosi giacimenti di gas sono stati scoperti nella regione durante l’ultimo decennio e la collaborazione di Israele e Cipro nel settore si è andata rafforzando negli ultimi anni. Il ministro israeliano per l’Energia, Steinitz, ha dichiarato di essere in ottimi rapporti con la sua controparte cipriota, il ministro Yiorgos Lakkotrypis. Lo stesso Steinitz ha però affermato che “il governo israeliano non può rinunciare, nemmeno per un gesto di amicizia, ai propri territori e alle proprie risorse naturali”. Per stimare la titolarità dei diritti sul gas del giacimento Afrodite ed evitare eventuali scontri sulla questione, i due governi hanno chiesto alle compagnie per l’estrazione di raggiungere un accordo riguardo la quantità di gas nelle rispettive acque territoriali. Se questo dovesse risultare impossibile, sarà richiesto l’intervento di un gruppo di specialisti per dirimere la questione.

Un’eventuale disputa riguardante la titolarità dei diritti di possesso del giacimento di gas Afrodite potrebbe rallentare il piano multi-miliardario per la trasformazione del Mediterraneo orientale in un importante centro energetico, stando a quanto afferma l’agenzia di stampa Reuters. Il giacimento Afrodite, scoperto nel 2011 al limite delle acque territoriali cipriote, si estende per la maggior parte nella zona marittima di Cipro e in piccola parte in quella israeliana. L’accordo tra i due Paesi riguarda l’estrazione di circa 7-10 miliardi di metri cubi, meno del 10% delle riserve totali del giacimento, per un totale di circa 1,5 miliardi di dollari. Israele insiste sulla partecipazione delle proprie compagnie all’estrazione del gas e minaccia azioni legali in caso di un’esclusione di Tel Aviv dalla gestione del giacimento.

Israele è già titolare dei diritti di estrazione su due enormi giacimenti nella regione, il Leviathan e il Tamar, e il 19 febbraio ha concluso un accordo del valore di miliardi di dollari per la vendita del gas naturale proveniente da questi depositi all’Egitto. Si tratta di due giacimenti sottomarini che si trovano nel mar Mediterraneo, al largo delle coste israeliane e libanesi. Quando era stato scoperto, nel 2009, il giacimento di Tamar, situato a 90 km al largo della costa settentrionale di Israele, costituiva la più grande riserva di gas a livello mondiale. Nel 2010, il giacimento di Leviathan era stato definito la riserva di gas naturale più grande scoperta in quel decennio. L’Afrodite è un giacimento meno esteso del Leviathan e del Tamar, ma è il più grande deposito di gas di Cipro e rappresenta un’enorme risorsa per Nicosia.

Le società incaricate di sviluppare un progetto per lo sfruttamento dell’Afrodite sono la Royal Dutch Shell, la texana Noble Energy e l’israeliana Delek Drilling. Le compagnie stanno pianificando la vendita domestica ed estera del gas, concentrandosi in particolare sull’Egitto, dove la Shell possiede un impianto di liquefazione. È previsto inoltre che il giacimento venga inserito nel progetto del gasdotto del Mediterraneo orientale, per il quale, il 5 dicembre 2017, i ministri dell’Energia di Israele, Italia, Cipro e Grecia avevano firmato un memorandum d’intesa. Il progetto del gasdotto prevede una joint venture della società greca per la gestione dei gas naturali, DEPA, e il gruppo italiano per l’energia Edison, per la costruzione di un’infrastruttura della lunghezza di 2.100 km, che trasporterà il gas naturale da Israele verso l’Italia, attraverso Cipro e la Grecia. Si tratterebbe del più lungo gasdotto sottomarino a livello mondiale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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