Iraq: attentato contro candidato alle elezioni

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 16:20 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un candidato alle prossime elezioni irachene è stato ucciso nella propria abitazione, una settimana prima delle elezioni parlamentari, che si terranno il 12 maggio, secondo quanto riferito da fonti della sicurezza.

L’uomo, Farouk Zarzour Al-Juburi, è stato ucciso nella serata di domenica 6 maggio da alcuni uomini armati, che avevano fatto irruzione nella sua abitazione, situata nel villaggio di Al-Lazaka, nei pressi della città di Mosul.

Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato contro il candidato, attraverso un messaggio sull’applicazione di messaggistica istantanea Telegram, nel quale si legge che Al-Juburi sarebbe stato ucciso in quanto “ateo”. Nonostante ciò, le forze di sicurezza irachene avrebbero respinto tale rivendicazione e starebbero trattando il caso come un omicidio politico. Al momento, la polizia avrebbe arrestato il fratello di Zarzour, insieme ad altre otto persone, sospettate di aver perpetrato l’omicidio.

La rivendicazione dello Stato Islamico si colloca nel contesto delle ultime dichiarazioni di Abu Hassan Al-Muhajir, il portavoce dell’organizzazione terroristica, il quale, in un audio diffuso il 22 aprile, aveva esortato i seguaci dell’ISIS a colpire i Paesi arabi, suggerendo che l’obiettivo del gruppo sarebbe quello di tornare nel territorio di origine. In questo contesto, Al-Muhajir aveva criticato i leader dei Paesi arabi, definendoli “apostati” e affermando che non vi sarebbe stata alcuna differenza tra loro e “i loro alleati crociati americani, russi o europei”.

Nel messaggio, il portavoce dell’ISIS aveva fatto esplicito riferimento alle elezioni parlamentari irachene, definendo “obiettivo legittimo” tutti coloro che collaborano con il governo iracheno. In questo contesto, il portavoce ha dichiarato: “I centri elettorali e coloro che si trovano all’interno sono un obiettivo per le nostre spade. Quindi, state lontani da loro e non camminate vicino a loro”. Già il 9 aprile, due attacchi terroristici avevano colpito la sede di uno dei partiti politici iracheni, situata nel territorio occidentale dell’Iraq, causando la morte di 4 persone e il ferimento di altre 7, tra le quali un candidato alle elezioni. L’attentato non era stato rivendicato ufficialmente, tuttavia, il quotidiano Al-Arabiya, ne aveva attribuito la responsabilità alle cellule dell’ISIS che continuano a nascondersi nel territorio desertico del governatorato di Al-Anbar, liberato dal controllo dell’organizzazione terroristica nel settembre 2017.

Le elezioni irachene sono le prime dopo la sconfitta dello Stato Islamico nel Paese, annunciata ufficialmente dal primo ministro iracheno, Haider Al-Abadi, il 9 dicembre 2017. In occasione delle elezioni parlamentari, verrà nominato anche il primo ministro iracheno, che avrà il compito di guidare l’Iraq per il periodo di quattro anni. In Iraq, il primo ministro detiene il potere esecutivo e viene nominato capo delle forze armate. Secondo quanto stabilito dalla Costituzione irachena, la carica di primo ministro è riservata a un membro della comunità sciita. In seguito alla caduta dell’ex presidente iracheno, Saddam Hussein, il 9 aprile 2003, in Iraq è stato instaurato un governo sciita, che ha sostituito il regime sunnita di Saddam. Secondo quanto previsto dalla Costituzione irachena del 2005, le principali cariche dello Stato rappresentano le tre comunità principali del Paese: sunniti, sciiti e curdi. Il presidente della repubblica è esponente della comunità curda, il primo ministro di quella sciita e il presidente del parlamento di quella sunnita.

L’attuale primo ministro dell’Iraq, Haider Al-Abadi, che ricopre la carica dall’11 agosto 2014, ha deciso di candidarsi nuovamente, puntando sulla sua popolarità tra la maggioranza sciita in Iraq, ottenuta dopo aver guidato per tre anni la lotta contro i militanti dello Stato Islamico, e sull’appoggio della coalizione internazionale, a guida americana. Tra gli altri candidati vi sono l’ex primo ministro, Nuri Al-Maliki, e l’ex ministro dei Trasporti, Hadi Al-Amiri.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.