IOM: più di 10.000 migranti rimpatriati volontariamente dalla Grecia

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 9:22 in Grecia Immigrazione

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) ha reso noto che, tra il giugno 2016 e l’aprile 2018, più di 10.000 migranti che si trovavano in Grecia sono stati rimpatriati volontariamente. Di questi, almeno 2.500 hanno ricevuto un supporto mirato alla reintegrazione nella società di origine.

Più precisamente, sono stati 10.576 gli stranieri che hanno scelto di essere rimpatriati in 84 Paesi diversi, in un periodo di 20 mesi, attraverso il programma Assisted Voluntary and Reintegration (AVRR), finanziato dall’Unione Europea e dal governo di Atene. Tra i rimpatriati sono stati registrati 8.375 uomini, 2.125 donne e 77 minori non accompagnati, i quali hanno ricevuto un supporto speciale per facilitare il loro ricongiungimento familiare. La maggior parte dei migranti erano originari del Pakistan, dell’Iraq, dell’Afghanistan, della Georgia e dell’Algeria.

Prima di ogni partenza, nel corso delle procedure di registrazione, gli ufficiali dell’IOM, insieme agli interpreti, verificano in modo approfondito che i migranti abbiano scelto volontariamente di essere rimpatriati, informandoli in merito alle opzioni legali di cui potevano disporre in Grecia. Gli stranieri vengono altresì informati circa la situazione del proprio Paese di provenienza, soprattutto per determinare quali siano le loro necessità una volta rientrati e per facilitare la loro reintegrazione nelle comunità.

Il progetto AVRR è rivolto a diverse categorie di migranti, quali coloro che non sono in possesso di documenti regolari e che non vogliono più rimanere in Grecia, quei richiedenti asilo che hanno ritirato la richiesta di protezione internazionale e i richiedenti asilo le cui domande sono state respinte.

La situazione dei migranti che si trovano in Grecia, soprattutto sulle isole, è molto delicata. Sono più di 15.000 i rifugiati che si trovano a Rodi, Kos, Leros, Samos, Chios, in strutture di accoglienza che ospitano molte più persone di quelle che potrebbero. Al contempo, un numero sempre più alto di migranti sta cercando di attraversare i confini greci dalla Turchia, via terra, con le autorità di Atene che vengono ripetutamente accusate di respingere illegalmente tutti coloro che attraversano le frontiere continentali. Ne consegue che, spesso, sulle isole greche si verificano proteste da parte dei migranti. L’ultima si è verificata alla fine di aprile, in seguito alla decisione di una corte che ha permesso agli stranieri appena arrivati sulle isole di lasciarle immediatamente, obbligando invece quelli giunti da più di tempo a rimanere. Ne è conseguito che, a partire da mercoledì 19 aprile, decine di rifugiati hanno occupato la principale piazza di Lesbsos, Sappho Sqaure, per manifestare contro la decisione, che è stata definita “discriminante”. Nonostante le critiche, il ministro per l’Immigrazione, Dimitris Vitsas, ha difeso l’approccio del governo nei confronti della crisi dei migranti, affermando che la priorità delle autorità per il futuro è la creazione di un progetto relativo alle infrastrutture nelle isole, in cooperazione con i governi locali, per migliorare la vita quotidiana dei residenti, che sono stati in prima linea durante la crisi dei rifugiati.

I migranti che sono giunti sulle isole greche in seguito all’accordo tra l’UE e la Turchia del 18 marzo 2016, che ha sancito la chiusura della rotta balcanica, possono raggiungere il territorio della Grecia continentale soltanto dopo l’esame delle loro richieste asilo. Date i lunghi periodi di attesa, i campi di rifugiati delle isole sono sovraffollati a mal gestiti. L’8 marzo, Human Rights Watch (HRW) ha lanciato l’ennesimo appello per denunciare le condizioni dei migranti intrappolati sulle isole greche. Secondo le stime dell’organizzazione umanitaria, gli individui sono costretti a vivere in centri in condizioni precarie, senza avere accesso ai beni di prima necessità, alle cure mediche e all’assistenza. A febbraio, secondo quanto riferito dal comunicato dell’agenzia dell’Onu, più di 600.000 richiedenti asilo avevano vissuto episodi di molestie e violenza nel corso di tutto il 2017, nonostante gli sforzi del governo di Atene per migliorare le condizioni dei centri di accoglienza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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