Etiopia: scontri inter-etnici a Moyale, diverse vittime

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 15:52 in Africa Etiopia

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La città etiope di Moyale, situata al confine con il Kenya, è stata teatro di scontri di origine etnica che hanno causato diverse vittime e costretto i residenti a fuggire nel Paese vicino.

Come dichiarato su Twitter dal corrispondente della BBC in Etiopia, Emmanuel Igunza, i residenti della parte keniota di Moyale hanno riferito di aver sentito colpi d’arma da fuoco, a partire dalla mattina di domenica 6 maggio. Il reporter ha affermato che, in base alle testimonianze di fonti locali, gli scontri si sarebbero verificati tra gruppi di etnia Oromo e del clan somalo Garre. Non sono ancora note le cause dell’accaduto.

La città di Moyale si trova al confine con il Kenya ed è suddivisa in due parti, una etiope e una keniota. Il 10 marzo del 2018, l’area era stata teatro di un’operazione militare fallita, volta ad intercettare alcuni elementi appartenenti all’Oromo Liberation Front, gruppo secessionista considerato un’organizzazione terroristica dal governo etiope. Durante l’operazione, le forze militari di Addis Abeba avevano accidentalmente ucciso 9 civili, a causa di informazioni erronee di intelligence. In seguito a quell’evento, oltre 8.000 cittadini dell’area di Moyale si erano rifugiati nel vicino Kenya. Entro la fine di marzo, tuttavia, tutti i residenti fuggiti erano rientrati in Etiopia.

Tale episodio si era verificato in un momento politico molto delicato, in quanto, dal 16 febbraio 2018 in Etiopia è in vigore lo stato di emergenza. Questo è stato dichiarato dopo che l’ex premier, Hailemariam Desalegn, si era dimesso il giorno prima per permettere al Paese di attuare riforme democratiche. Lo stato di emergenza prevede una serie di restrizioni alla popolazione, volte a mantenere l’ordine pubblico e garantire la sicurezza, come il divieto di sciopero, di manifestare e di organizzare o partecipare a riunioni non autorizzate. In seguito all’insediamento del nuovo primo ministro etiope, Abiy Ahmed, il 2 aprile 2018, lo stato di emergenza non è ancora stato revocato.

Ahmed ha promesso di voler avviare riforme democratiche e ha altresì affermato di voler riformare il sistema giudiziario, che ad oggi prevede due leggi anti-terrorismo, la Antiterrorism Proclamation e la Ethiopian Charities and Societis Proclamation, considerate repressive e restrittive.

L’Etiopia, secondo Paese più popoloso del continente africano, è uno degli attori principali del Corno d’Africa, sia sul piano economico, sia sul piano della sicurezza. È previsto che lo Stato africano diventi il primo esportatore di energia dell’area, nonché il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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