Colera in Yemen: 13,8 milioni di persone a rischio

Pubblicato il 7 maggio 2018 alle 8:33 in Medio Oriente Yemen

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Una nuova epidemia di colera potrebbe colpire più di 13,8 milioni di persone all’interno del 54% dei distretti dello Yemen, secondo quanto riferito dalle autorità del settore sanitario. Si tratterebbe della seconda epidemia della malattia nel Paese, dallo scoppio della guerra civile, iniziata il 19 marzo 2015.

Le autorità mediche hanno elaborato un report, diffuso venerdì 4 maggio, nel quale hanno fatto un appello per l’adozione immediata di misure mirate a ridurre il rischio di contagio della malattia, tra le quali vaccinazioni, distribuzione di attrezzature per filtrare e disinfettare l’acqua, oltre a riparazione e risanamento delle infrastrutture.

Secondo quanto affermato dal quotidiano The New Arab, che riporta i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, il colera infetterebbe tra 1,3 a 4 milioni di persone ogni anno e causerebbe la morte di circa 21.000-143.000 persone, in particolare nei Paesi poveri. La malattia si contrae ingerendo cibo e acqua contaminata da un batterio contenuto negli escrementi umani, che si diffonde a causa delle strutture sanitarie carenti e dell’ingerimento di acqua sporca.

Stando a quanto riferito dal report, la stagione delle piogge, che va da giugno a settembre, potrebbe acuire la diffusione della malattia, che si teme possa raggiungere un picco nel mese sacro di Ramadan, che, quest’anno si celebra dal 15 maggio al 14 giugno. In questo senso, Anton Camacho, uno dei principali autori della ricerca, ha dichiarato: “Non vogliamo che le persone pensino che il Ramadan porti il colera, non è questo il punto, ma piccoli cambiamenti comportamentali, in un contesto in cui il colera è molto diffuso, possono avere gravi conseguenze”. I ricercatori hanno scoperto un collegamento tra la stagione delle piogge e la diffusione del colera. I risultati della ricerca hanno dimostrato che la contaminazione delle fonti idriche durante la stagione delle piogge e il cambiamento dei livelli di zooplancton e ferro nell’acqua permettono al batterio del colera di sopravvivere e ciò consentirebbe la diffusione della malattia.

In questo contesto, basandosi sui dati raccolti durante la precedente epidemia, le autorità hanno riferito che il 54% dei distretti in Yemen potrebbero essere colpiti da una nuova epidemia, “mettendo a rischio un totale di più di 13,8 milioni di persone”. In tal senso, una fonte medica ha dichiarato: “Rivolgiamo un appello urgente ad agire da parte di funzionari locali, donatori e partner internazionali, al fine di limitare il rischio di una nuova epidemia di colera in Yemen, che potrebbe certamente indebolire ancora di più una popolazione molto vulnerabile”.

Già il 26 febbraio, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) aveva avvisato che vi sarebbe stato il rischio della diffusione di una nuova epidemia di colera durante la stagione estiva. In tale occasione, il vice direttore generale per le Emergenze dell’Organizzazione, Peter Salama, aveva riferito che il numero delle infezioni di colera era diminuito nei mesi precedenti, dopo aver raggiunto il picco di 1 milione di casi sospetti nel dicembre 2017. Le prime diagnosi dell’epidemia erano state registrate nell’aprile 2017. Da quel momento la malattia si era diffusa molto rapidamente, causando la morte di più di 2.227 persone. Più recentemente, oltre al colera, nel Paese si è diffusa anche la difterite, una malattia tossinfettiva acuta e contagiosa, che era scomparsa dal Paese da almeno 25 anni. A marzo, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva registrato 1.300 casi di difterite in Yemen.

La situazione dello Yemen è stata definita dalle Nazioni Unite la “peggiore crisi umanitaria a livello mondiale”. Oltre alle epidemie e alla distruzione delle strutture sanitarie, nel Paese, circa 22 milioni di persone avrebbero bisogno di aiuti e lo Yemen starebbe assistendo a “un’impennata di necessità, alimentate dal conflitto in corso, da un’economia al collasso e dalla diminuzione dei servizi sociali e dei mezzi di sostentamento”, secondo quanto riferito dalla portavoce della UN Refugee Agency (UNHCR), Cecile Pouilly. Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere, da un lato, gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’arabo e dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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