La Mauritania e il terrorismo

Pubblicato il 6 maggio 2018 alle 6:01 in Approfondimenti Mauritania

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La Mauritania è uno Stato dell’Africa occidentale che ha una posizione strategica. Oltre ad essere un membro del corpo antiterrorismo G-5 Sahel, è anche un membro dell’Arab Maghreb Union insieme ad Algeria, Libia, Marocco e Tunisia. Il G-5 Sahel, composto da 5.000 ufficiali, tra soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Ciad e Burkina Faso, è stato creato nel febbraio 2017 per contrastare la crescita dell’estremismo e del traffico di esseri umani nell’area del Sahel che, essendo poco controllata, pullula di militanti di al-Qaeda, dell’ISIS e di altre organizzazioni. Il Sahel comprende quella fascia di territorio dell’Africa sub-sahariana che si estende tra l’Oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est. Dal 2001, la regione è in balia di numerosi gruppi terroristici di matrice islamista, che si concentrano nella parte nord-occidentale della regione. Facendo parte di tale area, le regioni interne alla Mauritania, seppur molto controllate dalle autorità, necessitano livelli di monitoraggio più approfonditi, secondo quanto riferisce il Country Report on Terrorism 2016 del governo americano. Al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) costituisce la principale minaccia terroristica del Paese africano, attiva dal 2005, seguito dal gruppo al-Murabitun, presente soprattutto lungo i confini meridionali della Mauritania con il Mali. Fonti locali hanno stimato che, nel 2016, 55 cittadini mauritani facevano parte di AQIM, provenienti soprattutto dalla tribù Beydane di Brebich. Nel corso degli ultimi anni, le autorità hanno aumentato l’allerta nei confronti dell’ISIS alla luce di una serie di arresti di individui che effettuavano attività di reclutamento.

Nonostante ciò, la Mauritania viene considerata un partner eccellente nella lotta contro il terrorismo sia dagli Stati Uniti sia dai Paesi vicini. Grazie agli sforzi attuati AQIM e altre entità estremiste, le autorità di Nouakchott riescono a controllare abbastanza efficacemente i propri confini. Dopo aver subito un’escalation delle attività terroristiche entro i propri confini nel 2009, negli anni successivi le forze di sicurezza locali sono riuscite a reprimere la minaccia, riducendo sensibilmente gli attacchi e l’operosità delle organizzazioni estremiste. Occorre ricordare che l’8 agosto 2009 è la data in cui il Paese africano subì il primo attentato suicida, che colpì la capitale, dove un kamikaze si fece esplodere di fronte all’ambasciata francese, ferendo 3 persone.

La legislazione antiterrorismo della Mauritania è relativamente nuova, in quanto è stata adottata nel 2010. Tale legislazione definisce il terrorismo come un atto criminale e prevede pene per coloro che sono coinvolti in attività terroristiche. Negli anni passati, il governo di Nouakchott ha migliorato le proprie capacità antiterrorismo, in linea con le Risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu 2178 (2014) e 2199 (2015). Nel 2016, la Mauritania ha emendato lo statuto antiterrorismo del 2010 per espandere gli sforzi contro i foreign fighter, criminalizzando altresì tutte le attività di incitamento, sostegno e propaganda verso la commissione di attentati. L’emendamento, infine, ha introdotto una maggiore chiarezza nella condanna delle offese terroristiche nell’ambito del sostegno e del finanziamento delle organizzazioni estremiste. La National Gendarmerie, agenzia paramilitare di polizia e il suo National Security Directorate, che ricadono sotto l’amministrazione del Ministero dell’interno, costituiscono le forze di sicurezza con la funzione di contrastare il terrorismo.  Tuttavia, secondo quanto riferito dal governo americano, la condivisione fi informazioni tra i due organi non è del tutto efficiente, in quanto avviene sporadicamente. Nonostante i progressi nella lotta contro il terrorismo, il report statunitense riferisce che il paese africano deva aumentare ulteriormente gli sforzi per prevenire e meglio gestire eventuali offensive terroristiche. Nel corso degli anni passati, il personale delle forze di sicurezza ha partecipato a 8 diversi corsi di addestramento per raffinare le tecniche di indagine sul antiterrorismo.

Il controllo dei confini costituisce una delle priorità del governo della Mauritania, in quanto costituiscono la principale sfida in termini di sicurezza per il Paese, soprattutto a causa della mancanza di una politica permanente riguardante la responsabilità delle frontiere terrestri. Inoltre, il fatto che i confini della Mauritania attraversano ampie zone desertiche e particolarmente instabili dal punto di vista della sicurezza, contribuisce a rendere ulteriormente difficile il loro controllo. Per cercare di affrontare tale sfida, il governo mauritano ha designato zone significative della Mauritania settentrionale e orientale come aree militari, in cui i cittadini e il personale militare devono ottenere l’autorizzazione prima di entrare. Questo controllo consente ai militari mauritani di monitorare il personale che attraversa il Paese. Le forze di frontiera della Mauritania possiedono capacità di screening biometrico soltanto in alcuni porti di entrata.

In merito al contrasto del finanziamento del terrorismo, la Mauritania è un membro della Middle East and North Africa Financial Action task Force e mantiene lo status di osservatore all’interno dell’Intergovernamental Action Group contro il riciclaggio di denaro nell’Africa occidentale. Nel gennaio 2016, il governo della Mauritania ha sottoposto al Parlamento una bozza per emendare certe norme contenute della legge 2005-048, relativa al finanziamento del terrorismo. Gli emendamenti richiesti mirano ad armonizzare la legislazione interna agli standard internazionali. L’aggiornamento delle leggi antiterrorismo ha introdotto nuove regole amministrative per congelare gli asset degli individui e delle entità legate al terrorismo. Le banche e gli uffici di cambio hanno l’obbligo di segnalare transazioni sospette alla propria unità di informazione finanziaria, la Commissione di analisi delle informazioni finanziarie. Nell’ottobre 2016, il governo ha adottato un nuovo regolamento anticorruzione sulla cooperazione giudiziaria internazionale in materia di confisca e di sequestro di beni terroristici.

Per quanto riguarda il contrasto all’estremismo violento, nonostante le autorità di Nouakchott non abbiano un piano nazionale, hanno attuato programmi specifici per cercare di alleviare il fenomeno.

Nel 2016, il Ministero degli affari islamici e dell’istruzione tradizionale ha inaugurato 19 scuole islamiche, ognuna delle quali supporta almeno 30 studenti che ricevono una sovvenzione mensile di 28 dollari, mentre ogni insegnante riceve uno stipendio di 280 dollari. Il governo ha anche continuato a collaborare con organizzazioni religiose islamiche indipendenti per promuovere la moderazione, sponsorizzare programmi radiofonici e televisivi sui temi della temperanza nell’islam, e pagare stipendi mensili di 140 dollari a 200 imam moderati che soddisfano i severi criteri di selezione.

Infine, nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, la Mauritania è un membro attivo delle Naizoni Unite, della lega Araba, dell’Unione Africana e del G-5 Sahel.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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