Afghanistan: scontri tra esercito e talebani a Ghazni

Pubblicato il 6 maggio 2018 alle 6:00 in Afghanistan Asia

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Almeno 31 militanti talebani sono stati uccisi dalle forze di sicurezza afghane, aiutate dai raid aerei americani, nella provincia di Ghazni, nell’Afghanistan centrale, mentre l’esercito nazionale metteva in sicurezza un’autostrada locale del Paese.

Nella giornata di sabato 5 maggio, Mohammad Arif Noori, il portavoce del governatorato provinciale, ha reso noto che i militanti talebani stavano tentando di prendere il controllo di un’arteria stradale principale della regione, e così facendo avevano attaccato i checkpoint di sicurezza limitrofi. Noori ha poi aggiunto che con l’aiuto delle incursioni aeree effettuate dalle forze statunitensi, i militanti talebani sono stati respinti dall’autostrada Ghazni-Paktika, ma la strada è ancora chiusa alla percorrenza per via di gravi danni causati dall’attacco talebano. Durante gli scontri di venerdì 4 maggio, 2 civili sono stati uccisi, e 4 feriti, quando un ordigno esplosivo ha colpito una casa nel distretto di Andar. Andar, a 153 km in direzione sud-ovest rispetto alla capitale, Kabul, è uno dei numerosi distretti della provincia di Ghanzi in cui la situazione relativa alla sicurezza è attualmente carente. In un attacco separato, 2 militanti talebani sono stati uccisi a causa della detonazione di ordigni esplosivi sull’autostrada di Ghanzi. Il gruppo estremista ha confermato lo svolgimento degli scontri con le forze dell’ordine locali. Il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha però fornito dati incongruenti in merito al numero delle vittime. Stando alla sua versione, nella battaglia per il controllo sul distretto di Andar nove soldati afghani sarebbero stati uccisi, e altri 10 feriti, insieme a tre talebani.

Sabato 28 aprile, alcuni combattenti talebani avevano assediato la dimora del governatore e i quartieri generali di polizia di Aq Tapa, nel distretto Qala-e Zal della provincia di Kunduz, nella regione settentrionale dell’Afghanistan. In tale occasione, i militanti estremisti avevano ucciso il governatore, le sue guardie del corpo e 5 agenti dei servizi segreti. L’ultima offensiva dei talebani è avvenuta lunedì 30 aprile, nella prima mattinata. In tale occasione, almeno 29 persone sono morte, mentre altre 49 sono rimaste ferite, in due esplosioni separate che hanno colpito la capitale, Kabul.

In base ai servizi di monitoraggio americani della situazione in Afghanistan, il numero di forze di sicurezza nazionali è diminuito dell’11% nell’arco del 2017, e gran parte dei membri delle forze armate afghane non sono ora in grado di impedire efficacemente ai talebani di assumere il controllo di porzioni di territori. Le recenti violenze perpetrate dal gruppo estremista si inquadrano nel contesto della nuova offensiva primaverile, la cui data di inizio è stata ufficialmente annunciata dal movimento mercoledì 25 aprile. Il clima più mite permette al gruppo maggiore margine di manovra sui terreni montagnosi e accidentati. “L’obiettivo principale della nostra campagna consiste nel lottare contro gli invasori americani e i loro agenti dell’intelligence. Secondariamente, la campagna si concentrerà sui sostenitori americani interni al Paese”, è stato affermato nel comunicato dei talebani. L’offensiva di primavera rappresenta anche una risposta alla nuova strategia americana in Afghanistan, annunciata dal presidente Trump nell’agosto 2017, la quale prevede il dispiegamento di un numero di forze maggiori e la realizzazione di numerose incursioni aeree sulle postazioni talebane.

Le stime a disposizione sulla percentuale di territorio afghano controllato dal gruppo talebano differiscono tra loro; mentre il Pentagono ha stimato che il governo controlla ancora circa il 56% dell’intero Paese, un sondaggio indipendente della BBC ha rilevato che, nell’anno corrente, i talebani insorti sono operativi in circa il 70% dell’Afghanistan.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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