Afghanistan: esercito riconquista distretto in mano ai talebani

Pubblicato il 6 maggio 2018 alle 11:09 in Afghanistan Asia

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Le forze governative afghane, spalleggiate via cielo dagli Stati Uniti, hanno riconquistato un distretto della provincia settentrionale di Badakhshan, il quale era passato al controllo dei militanti talebani la settimana precedente.

Nella mattinata di domenica 6 maggio, il portavoce della polizia distrettuale, Sanaullah Rohani, ha affermato che la provincia di Kohistan, che era passata in mano agli insorti talebani giovedì 3 maggio, sabato 5 maggio è stata completamente riconquistata dall’esercito e dalle forze di polizia nazionali, con l’aiuto dei raid aerei statunitensi. I talebani sono stati respinti verso il distretto di Teshkan, dove in precedenza avevano assunto il controllo di alcuni checkpoint militari. Rohani ha reso noto che i talebani hanno sofferto numerose perdite, ma che non vi sono informazioni aggiornate circa l’esatto numero di vittime e feriti, in quanto la regione è particolarmente impervia e scarsamente coperta dal sistema di telecomunicazioni. Gli scontri tra le truppe governative nazionali e il gruppo estremista continuano sul territorio, acuiti dallo slancio violento del gruppo, parallelo all’incedere della primavera.

Nella serata di sabato 5 maggio, uno governatore distrettuale della provincia di Paktia, al confine con il Pakistan, è stato ferito insieme ad altre 4 persone per via dell’esplosione di un’autobomba talebana. La notizia è stata divulgata da Abdullah Hasrat, portavoce del governatorato di Paktia. Nella medesima giornata, un attentatore suicida si è fatto esplodere all’interno di un veicolo carico di esplosivi, nei pressi di un edificio di proprietà di Abdul Razeq, comandante della polizia di Kandahar, a Spin Boldak, al confine con il Pakistan. Razeq, il quale si era precedentemente guadagnato un’acclamata reputazione nella lotta contro i talebani, ed era sopravvissuto già a decine di tentativi di omicidio, è uscito illeso dall’ennesimo attentato. Infine, sempre nella giornata di sabato 5 maggio, almeno 31 militanti talebani sono stati uccisi dalle forze di sicurezza afghane, aiutate dai ripetuti raid aerei americani via cielo, nella provincia di Ghazni, nell’Afghanistan centrale, mentre l’esercito nazionale metteva in sicurezza un’autostrada locale del Paese, la quale collega Ghazni a Paktika. Durante i precedenti scontri di venerdì 4 maggio, 2 civili sono stati uccisi, e 4 feriti, quando un ordigno esplosivo ha colpito una casa nel distretto di Andar. Andar, a 153 km in direzione sud-ovest rispetto alla capitale, Kabul, è uno dei numerosi distretti della provincia di Ghanzi in cui la situazione relativa alla sicurezza è attualmente carente. In un attacco separato, 2 militanti talebani sono stati uccisi a causa della detonazione di ordigni esplosivi sull’autostrada di Ghanzi. L’ultima offensiva dei talebani era avvenuta nella prima mattinata di lunedì 30 aprile, quando almeno 29 persone erano morte, mentre altre 49 erano rimaste ferite, in due esplosioni separate che avevano colpito la capitale afghana, Kabul.

Le recenti violenze perpetrate dal gruppo estremista si inquadrano nel contesto della nuova offensiva primaverile, la cui data di inizio è stata ufficialmente annunciata dal movimento mercoledì 25 aprile. Il clima più mite permette al gruppo maggiore margine di manovra sui terreni montagnosi e accidentati. “L’obiettivo principale della nostra campagna consiste nel lottare contro gli invasori americani e i loro agenti dell’intelligence. Secondariamente, la campagna si concentrerà sui sostenitori americani interni al Paese”, è stato affermato nel comunicato dei talebani. L’offensiva di primavera rappresenta inoltre una risposta alla nuova strategia americana in Afghanistan, annunciata dal presidente Trump nell’agosto 2017, la quale prevede il dispiegamento di un numero di forze maggiori e la realizzazione di numerose incursioni aeree sulle postazioni talebane.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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