Regno Unito: azione legale contro vendita di armi all’Arabia Saudita

Pubblicato il 5 maggio 2018 alle 8:00 in Arabia Saudita UK

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Le organizzazioni umanitarie britanniche avvieranno un’azione legale volta a impedire la vendita di armi del Regno Unito all’Arabia Saudita, in quanto suddetti armamenti sarebbero, secondo tali gruppi, utilizzati nel conflitto in Yemen.

Nella giornata di venerdì 4 maggio, la Corte d’Appello britannica ha emesso una sentenza in base alla quale viene permesso, ai membri delle organizzazioni umanitarie nazionali, di intentare un’azione legale contro il governo del Regno Unito, in relazione alla vendita di armi all’Arabia Saudita. Dopo un primo tentativo, respinto nel luglio 2017 dalla Corte Suprema, gli attivisti contrari alla guerra facenti parte della Campaign Against the Arms Trade (CAAT), hanno ora ricevuto invece il via libera dalla Corte d’Appello britannica, e potranno procedere con la causa legale nella speranza di ottenere la revoca delle licenze di esportazione inerenti a jet da caccia, bombe e altre munizioni di fabbricazione inglese. Tali armi, secondo gli attivisti umanitari, sarebbero utilizzate dalla coalizione a guida saudita nel violento conflitto in corso in Yemen. L’udienza sarà discussa innanzi alla Corte d’Appello nei mesi a venire.

Andrew Smith, coordinatore mediatico della campagna contro il commercio di armi (CAAT), ha affermato che l’organizzazione ritiene tale attività commerciale immorale, e che pertanto essa dovrebbe essere messa fuorilegge. “Il bombardamento condotto dall’Arabia Saudita ha provocato la morte di migliaia di individui, creando uno dei peggiori disastri umanitari al mondo”, ha argomentato Smith poco dopo il verdetto incoraggiante di venerdì 4 maggio. “Nonostante ciò, il regime saudita ha ricevuto sostegno e armi in ogni fase dell’offensiva dai governi britannici che si sono succeduti. Noi crediamo che questo commercio di armi sia immorale, e siamo fiduciosi che la Corte d’Appello si dimostrerà d’accordo con noi nel ritenerlo illegale”, ha concluso l’attivista.

L’organizzazione benefica Save the Children, con quartier generale a Londra, si è dimostrata anch’essa a favore del verdetto preliminare, sottolineando gli effetti devastanti che il commercio di armi ha avuto nell’amplificare la potenza dei raid a guida saudita in Yemen. “Ci rallegriamo della decisione presa dalla Corte d’Appello, ma la battaglia non è ancora vinta. Il governo del Regno Unito continua a vendere armi all’Arabia Saudita nonostante il rischio che esse vengano usate contro i civili nella terribile guerra in corso in Yemen”, si legge nel comunicato reso noto dall’organizzazione nella medesima giornata di venerdì. La dichiarazione aggiunge: “Oltre 16mila raid aerei si sono susseguiti nel Paese, ivi inclusi attacchi mirati contro scuole, mercati e ospedali – un’incursione aerea ogni 90 minuti per gli ultimi tre anni. In questo lasso di tempo, il Regno Unito ha commerciato armi con il Regno dell’Arabia Saudita per un valore di 4,6 miliardi di sterline. Tutto ciò mentre in Yemen avveniva la più grave crisi umanitaria al mondo”. Save the Children sostiene infine che il governo britannico abbia un obbligo tanto morale quanto legale ad assicurare che le armi prodotte sul suolo inglese non vengano usate per uccidere e mutilare bambini in Yemen.
Finora, stando alle stime trasmesse da Save the Children, il conflitto in Yemen – iniziato il 22 marzo 2015 – ha provocato la morte e il ferimento di almeno 6mila bambini, in una situazione che le Nazioni Unite hanno definito come “una catastrofe causata esclusivamente per mano dell’uomo”.

Nel mese di marzo 2018, il governo del Regno Unito ha venduto 48 nuovi jet Typhoon all’Arabia Saudita, nonostante la forte opposizione di una larga parte della popolazione britannica. I due Paesi hanno altresì firmato un accordo in materia di difesa del valore di 100milioni di sterline; tale patto, motivato dai governi con il fine di fornire assistenza a nazioni colpite da carestie, tra cui lo Yemen, è stato definito ipocrita dall’opposizione politica inglese. In questo contesto, il Regno Unito ha esortato l’Iran a cessare ogni attività connessa al rifornimento di armi destinate ai ribelli Houthi in Yemen, in quanto tale approvvigionamento bellico “scatena tensioni regionali” e “costituisce una minaccia per la pace e la sicurezza internazionale”.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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