Zimbabwe: il leader dell’opposizione minaccia di espellere gli investitori cinesi se vincerà le elezioni

Pubblicato il 4 maggio 2018 alle 6:22 in Africa Zimbabwe

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Nelson Chamisa, uno dei leader del partito di opposizione nello Zimbabwe, il Movimento per il Cambiamento Democratico (MDC), che è in carica dal febbraio 2018, ha dichiarato, in occasione delle proteste del 1 maggio che hanno infiammato Harare, la capitale dello Zimbabwe, che, se vincerà le elezioni del prossimo luglio, espellerà tutti gli investitori cinesi dal Paese. Chamisa ha aggiunto, in questo contesto, che questi “non fanno altro che impegnarsi in pratiche di smembramento delle attività finanziarie e delle risorse del Paese”, come riferito dall’emittente americana BBC.

Le elezioni presidenziali di luglio saranno le prime da quando il precedente presidente, Robert Mugabe, in carica dal 31 dicembre 1987 al 21 novembre 2017, rassegnò le dimissioni l’anno scorso. La lettera di dimissioni di Mugabe era stata consegnata in seguito all’assedio militare di Harare la mattina del 15 novembre 2017. L’esercito aveva confinato l’allora presidente nella propria abitazione, per poi prendere il controllo della televisione di Stato e impedire l’accesso agli edifici governativi. Tale assedio sarebbe stato causato dalla decisione di Mugabe di licenziare Emmerson Mnangawa, allora suo vice e oggi presidente dello Zimbabwe dal 21 novembre 2017, giorno delle dimissioni di Mugabe.

Il presidente Mnangagwa, il cui soprannome è “Ngwena” che significa “il coccodrillo” nella lingua Shona, prenderà parte alle elezioni come candidato della lista del partito di governo Zanu-PF. È un forte sostenitore della politica di “sguardo ad est”, ma è anche molto attento agli investitori occidentali da quando è in carica. Con “sguardo ad est” si intende la politica di attrazione degli investitori orientali, in particolare modo cinesi. 

“Ho visto gli accordi che Ngwena ha intenzione di concludere con la Cina e con altri possibili investitori: significa lasciargli fare a pezzi le risorse del Paese” ha detto Chamisa durante la protesta. “Da settembre, quando assumerò il controllo del Paese, chiamerò i cinesi e dirò loro che gli accordi che abbiamo firmato sono inaccettabili, e che dovrebbero tornare nel loro Paese” ha poi aggiunto.

Chamisa, 40enne, è diventato il leader dell’MDC a febbraio dopo che il precedente capo del partito, Morgan Tsvangirai, un convinto oppositore del partito di Mnangagwa, è morto di cancro al colon. La sua leadership è stata tuttavia contestata da una fazione rivale, guidata dal precedente vice primo ministro Thokozani Khupe.

La Cina è il quarto più grande partner commerciale dello Zimbabwe, e il suo maggiore investitore internazionale. Le azioni possedute dalla Cina ammontano a diversi miliardi di dollari e comprendono diversi ambiti economici, che spaziano dall’agricoltura all’edilizia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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