Turchia: nave cargo si scontra con nave della Marina greca

Pubblicato il 4 maggio 2018 alle 17:47 in Grecia Turchia

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Una nave cargo turca si è scontrata con una nave della Marina militare greca nelle acque orientali del mar Egeo, senza causare alcun danno o vittima, secondo quanto riferito dalle autorità greche.

L’incidente si sarebbe verificato prima dell’alba di venerdì 4 maggio, quando la nave turca Karmate si sarebbe scontrata con la cannoniera greca Armatolos all’interno delle acque greche, a sud-est dell’isola di Lesbo, allontanandosi subito dopo l’impatto per tornare nelle acque turche. Stando a quanto riferito dalla Marina militare greca, l’imbarcazione turca avrebbe ignorato i messaggi radio della nave greca, che le ingiungevano di fermarsi.

Secondo la Marina militare greca, la collisione sarebbe stata causata dall’imbarcazione turca, che avrebbe violato le regole internazionali per la sicurezza marittima. Al momento dell’impatto, l’Armatolos greca sarebbe stata impegnata in un’operazione della NATO, mirata a fermare il traffico di esseri umani.

L’incidente è avvenuto in un momento di grande tensione tra la Grecia e la Turchia, in merito ai diritti sovrani di alcune aree del mar Egeo, tra le quali vi sono le isole Kardak. Riguardo alla sovranità delle isole, in particolare, è in corso una disputa che, nel 1996, aveva portato la Grecia e la Turchia sull’orlo di una guerra civile. Il 25 dicembre 1995, in seguito al naufragio di una nave turca nelle isole, Atene aveva affermato che l’incidente si sarebbe verificato nelle sue acque territoriali. Ankara aveva immediatamente respinto le affermazioni della Grecia, sostenendo che le isole Kardak sarebbero appartenute alla Turchia.

La questione della divisione delle acque territoriali continua a essere problematica per i due Stati e le tensioni si sono acuite, in particolare, in seguito alla scoperta dell’esistenza di giacimenti di gas maturale nel territorio marittimo conteso. Al momento, la Turchia sostiene che entrambi i Paesi possiedano un’area dell’ampiezza di 6 miglia nautiche internazionali, mentre, da parte sua, la Grecia vorrebbe ampliare il territorio sotto il suo controllo fino a 12 miglia nautiche internazionali. Nel 1995, la Turchia aveva affermato che, se Atene fosse riuscita nel suo intento, Ankara avrebbe considerato tale azione il casus belli.

In questo contesto, il 10 febbraio, una nave della Marina militare turca aveva bloccato un’imbarcazione della compagnia petrolifera italiana ENI, mentre si dirigeva verso Cipro per avviare attività di ricerca di giacimenti di gas naturale. Due giorni dopo, nella mattinata di lunedì 12 febbraio, un’imbarcazione della Guardia Costiera turca si era scontrata con una nave della Guardia Costiera greca a largo delle isole Kardak.

Mercoledì 14 febbraio, in occasione di un colloquio telefonico tra il primo ministro turco, Binali Yildrim, e l’omologo greco, Alexis Tsipras, Ankara aveva sottolineato che le due parti avrebbero dovuto evitare le tensioni e che il mar Egeo dovrebbe essere utilizzato in modo efficace per il bene di entrambi i Paesi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Traduzione dall’inglese e redazione a cura di Laura Cianciarelli

di Redazione

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