Lega Araba: sostegno al Marocco sulla questione Fronte Polisario

Pubblicato il 4 maggio 2018 alle 15:00 in Africa Marocco

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La Lega Araba ha espresso la propria solidarietà nei confronti del Marocco, che martedì 1 maggio ha tagliato i legami diplomatici con l’Iran, accusato di aver fornito, tramite Hezbollah, armi ai separatisti del Fronte Polisario.

La dichiarazione è stata rilasciata, giovedì 3 maggio, dal portavoce dell’organizzazione panaraba, Mahmoud Afifi, che ha condannato l’intervento dell’Iran in Marocco e negli affari interni di qualsiasi altro Paese arabo. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statunitense AP News, Afifi ha anche invitato le nazioni arabe ad astenersi dal non-intervento, di fronte a quella che ha definito la strategia dell’Iran volta a diffondere il “caos e l’instabilità nella regione”.

Oltre alla solidarietà della Lega Araba, il Marocco ha ricevuto anche il sostegno dei Paesi del Golfo, in particolare dell’Arabia Saudita, principale rivale di Teheran in Medio Oriente.

Il ministro degli Esteri di Rabat, Nasser Bourita, aveva affermato, martedì 1 maggio, che il governo iraniano, attraverso la propria ambasciata ad Algeri, aveva aiutato l’organizzazione sciita libanese Hezbollah a fornire addestramento militare e armi al Fronte Polisario. Nel corso di una conferenza a Marrakech, il giorno seguente, il ministro marocchino aveva precisato che Hezbollah avrebbe inviato, nel mese di maggio, alcuni missili SAM9, SAM11 e Strela al movimento separatista. Il ministro aveva altresì espresso l’intenzione di voler chiudere l’ambasciata del Marocco a Teheran.

Come riportato dall’agenzia di stampa iraniana IRNA, sempre il primo maggio, l’ambasciata iraniana ad Algeri aveva respinto le accuse. Da parte sua, anche Hezbollah aveva negato di aver addestrato e armato il Fronte Polisario, dichiarando che il Marocco avrebbe preso la sua decisione sotto “pressione americana, israeliana e saudita”.

La situazione si è aggravata dopo che il Consiglio di sicurezza dell’ONU, lo scorso venerdì 27 aprile, aveva adottato la risoluzione 2414 sul Sahara Occidentale, la quale esortava il Fronte Polisario a ritirarsi dalla zona cuscinetto, invitando anche l’Algeria e la Mauritania a contribuire al processo politico guidato dalle Nazioni Unite.

La disputa riguardo il Sahara Occidentale risale al 1975, anno in cui il Marocco annesse una parte del territorio, in seguito al ritiro del dominio spagnolo. Il Fronte Polisario, che rappresenta il movimento di liberazione del popolo saharawi, nel 1976 dichiarò la nascita della Sahara Arab Democratic Republic (SADR), instaurando un governo in esilio in Algeria. In seguito intraprese una guerriglia per l’indipendenza fin quando, il 6 settembre 1991, venne dichiarato un cessate il fuoco, controllato dalla Missione delle Nazioni Unite per il referendum nel Sahara Occidentale (MINURSO).

Nel 1984 il Sahara Occidentale entrò a far parte, come membro separato, della Organization for African Unity (OAU) che sarebbe poi divenuta l’Unione Africana (AU) nel 2001. In risposta, il Marocco la abbandonò. Dopo 33 anni di assenza, il primo febbraio 2017, il Paese è rientrato a fare parte dell’Unione.

Ad oggi, il Regno del Marocco sostiene che l’area del Sahara Occidentale, ricca di riserve di fosfato, faccia parte del proprio territorio. Il Fronte Polisario, invece, continua a battersi affinché venga indetto un referendum in cui gli saharawi del Sahara Occidentale saranno chiamati a scegliere fra l’integrazione col Marocco e l’indipendenza. Attualmente, tale territorio è diviso in diverse zone, alcune autonome, altre occupate dalle truppe marocchine.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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