Venezuela: Maduro aumenta il salario minimo del 95%

Pubblicato il 3 maggio 2018 alle 6:00 in America Latina Venezuela

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Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha decretato un aumento del 95% del salario minimo, nel quadro delle misure per garantire il benessere dei lavoratori, di fronte a quella che il governo di Caracas considera una “guerra economica” lanciata contro il paese da Stati Uniti ed Unione Europeo e sostenuta dai locali commercianti allo scopo di rovesciare il suo governo.

Durante la chiusura dell’Esposizione “Venezuela Potencia”, che si è svolta nella capitale Caracas, il leader chavista ha spiegato che “dinanzi alle azioni dei settori oligarchici per destabilizzare l’economia, come la carenza delle mercanzie o l’inflazione indotta, l’incremento delle entrate della classe lavoratrice costituisce un meccanismo di protezione necessario”.

In tale senso, Maduro ha affermato che gli aumenti salariali stimolano la crescita della produzione e rafforzano il mercato interno del paese sud-americano.

Maduro ha sottolineato che il governo bolivariano insisterà nel mettere in pratica tutte le azioni dirette a consolidare un’economia sana, stabile e prospera in favore dei venezuelani, oltre che a rafforzare la protezione dei lavoratori mediante la creazione di nuovi posti di lavoro.

Annunciando il terzo aumento salariale dall’inizio dell’anno in corso, il capo di stato venezuelano ha informato che una misura simile sulle pensioni minime a breve riguarderà oltre quattro milioni di pensionati. Maduro ha promesso inoltre incrementi nella tessera annonaria, in modo da rendere più efficiente l’aumento concesso. Lo scorso 2 marzo l’ultimo adeguamento salariale era consistito in un aumento del 64% sulla cifra precedente.

Nel 2017 il salario minimo venezuelano è stato aumentato sei volte.

L’opposizione accusa Maduro di fare campagna elettorale con le asfittiche casse statali, in considerazione del voto presidenziale del 20 maggio prossimo. Economisti vicini all’opposizione sottolineano, inoltre, come l’aumento salariale, e di conseguenza quello pensionistico in previsione, sia decisamente inferiore all’inflazione, che nel 2018, secondo le stime, supererà il 2300%.

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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